MELLONI GONFIATI

Di Luigi Amicone
31 Marzo 2005
UN DISCUSSO STORICO REVISIONA SUL CORRIERE LA STORIA DELLA CATTOLICA

Consigliamo ad Alberto Melloni e a certi amici di Bologna di farsi un bel giretto alla Cattolica di Milano e poi magari regalarci un’altra bella paginata di storia sì, ma può darsi scritta sui fatti ostinati piuttosto che su quelli piuttosto agiografici. Oltre a quelli ricordati dalla storica Marta Sordi (qui a pagina 8) c’è un fatto fondamentale che l’intellettuale innamorato delle “effervescenze” sessantottine in Cattolica forse non sa. E il fatto è che dalla metà degli anni 70 in poi, alla Cattolica i sessantottini non hanno mai più vinto un’assemblea. Le provarono tutte per battere i ragazzi di don Giussani, cammellando in università liceali e marmittoni, i Cub di Fisica e gli allegroni di Lotta Continua di architettura. Ma non ci riuscirono, la Cattolica fu affrancata dalla violenza grazie a quelli che spiritosamente qualcuno ribattezzò “hezbollah”, “gli islamici”, per nulla integristi, ma finalmente solo cattolici, ragazzi incasinati come tutti, ma coscienti di essere stati travolti dalla grandezza di libertà e di ragioni umane incontrati nel cristianesimo, vissuto senza paura e senza complessi di inferiorità.
Il movimento fece della Cattolica la prima università italiana liberata dall’intolleranza, dove anche negli anni di piombo si poteva studiare negli istituti e discutere in assemblea, fare feste tra i chiostri e costruire cooperative. Insomma, fu possibile vivere. Questa fu (e resta) la prima politica di Cl.
Come si spiega il ritorno alla storia per sfrucugliare antiche ruggini tra movimenti e associazioni? Luisa Santolini (qui a pagina 6), che non è una ciellina ma la presidente del Forum delle Famiglie, l’ha capita bene la solfa. Erano decenni che i cattolici non si appassionavano al criterio dell’unità e apparivano timidi sul terreno delle battaglie civili. Oggi, davanti a sfide antropologiche che rischiano di azzerare la nostra civiltà, i più avveduti stanno riscoprendo il valore della tensione all’unità nella diversità. Cl fa la sua parte. Volete che non disturbino certi manovratori?

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