Meningi infiammate a Pavia
Pavia. Sala del Consiglio Comunale, mercoledì 15 gennaio, ore 21, il solito arcipelago di centri sociali e social forum (in collaborazione col Comune) ha indetto un’assemblea pubblica per parlare di “bilancio partecipativo”. E che sarà mai? Ecco, in sintesi, le tesi emerse dalla serata.
1. La democrazia “tradizionale” deve essere superata. Tutto dovrebbe essere deciso da una democrazia “diretta”, basata su assemblee pubbliche.
2. Il “privato” è “male”. Il pubblico è “bene”.
3. Stabiliti e separati i criteri di “male” e di “bene” si richiede che suddette assemblee pubbliche siano frequentissime e il cittadino venga coinvolto in una attività spasmodica di “partecipazione popolare”. I cittadini che non parteciperanno a tali tour de force “democratici” (perché, ad esempio, devono educare dei figli, lavorare, produrre reddito e tasse per mantenere gli enti pubblici e i centri sociali), dovranno subire le decisioni della “democrazia diretta”.
4. Il Comune deve decidere le attività economiche ammissibili sul suo territorio. Le attività “incompatibili”? McDonalds e BlockBusters.
5. Il pluralismo (ad es. i partiti) dev’essere tendenzialmente “superato”.
6. Le decisioni devono essere prese all’unanimità.
7. Eventi rigorosamente a carico dei cittadini? I concerti rock e le feste dei centri sociali.
Questo è il nuovo che avanza. Con il patrocinio dell’amministrazione comunale.
Mauro Poletti, Pavia
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