Messaggi subliminali.
Forse non entreranno nell’empireo dei “titoli più divertenti dei giornali”, certificati da internet, l’enciclopedia del cazzeggio moderno (“In cinquecento contro un albero. Tutti morti”, La Provincia pavese; “Falegname impazzito tira una sega a un passante”, Corriere della Sera; “Fa marcia indietro e uccide il cane. Fa marcia avanti e uccide il gatto” Corriere della Sera; “Tromba marina per un quarto d’ora” Corriere del mezzogiorno). Però è certo che quelli del sito di Repubblica ce l’hanno messa tutta il 24 gennaio per ridicolizzare la dichiarazione del ministro dell’Economia (“Fisco, Padoa-Schioppa: «Meno tasse forse nel 2009»”). D’altronde, anche nella versione cartacea, Repubblica mostra un’inventiva non male: il 23 gennaio hanno titolato “Si arrende leader islamico moderato”. Stavano parlando dello sceicco somalo Sharif Sheikh Ahmed delle Corti islamiche. Forse con quel “moderato” intendevano il fatto che è un tagliagole molto garbato. Anche i colleghi di Avvenire – forse in ossequio alla battuta di Woody Allen secondo cui «non c’è niente di più sexy di un cattolico non osservante» – ha titolato in prima pagina il 23 gennaio: “è morto l’abbé Pierre. Non era perfetto ma fu un grande”. Ma in realtà l’Oscar andrebbe assegnato a noi di Tempi che, nel numero precedente a questo, abbiamo messo in copertina Romano Prodi e in quarta la reclame di una mortadella. Pubblicità subliminale? Come dice lo slogan dell’insaccato: “A buon intenditor poche parole”.
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