Mi autosostituii (e vincemmo)

Di Fred Perri
06 Febbraio 2003
“Fabio Ansaloni, un Pirlo ante-litteram”

Domenica Carlo Ancelotti ha fatto entrare Pirlo apposta per tirare il rigore contro il Modena. Titoloni sui giornali. Stiamo calmi, io ho fatto lo stesso nel settembre 1979, finale del torneo a sette agli Emiliani di Rapallo. Giocavamo contro una squadra di saccenti di Sestri Levante, capitanata dal mio amico Marco Castagnola. Mancava un minuto alla fine dei supplementari, il risultato era in parità, le due squadre boccheggiavano. Incombevano i rigori. Ho guardato verso la nostra panchina formata da un ragazzo, Fabio Ansaloni. Anni 13. Troppo piccolo per giocare con noi, ma coi piedi migliori di tutti i 14 in campo. Gli ho ceduto il mio posto. «Segna il rigore che io sbaglierei». L’arbitro ha fischiato la fine pochi secondi dopo. Fabio ha tirato l’ultimo rigore, decisivo, perché i sestresi ne avevano sbagliato uno. Portiere da una parte, pallone d’altra. Ho ancora la Coppa a casa. Ogni tanto, quando rivedo Fabio, ce lo raccontiamo. Bei momenti. Si giocava di più e si parlava di meno.

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