Mi hanno detto “amico”

Di Massimo Camisasca
20 Febbraio 2003
Don Juliàn De La Morena, sacerdote della Fraternità san Carlo

Don Juliàn De La Morena, sacerdote della Fraternità san Carlo, racconta dell’ultima sua visita alla casa della Fraternità ad Asunción (Paraguay): «Una mattina, padre Aldo mi ha mandato a Itaguá, a un’ora di macchina da Asunción, a celebrare una messa nella casa dei minori “Madonna di Caacupé”. È circondata da un ampio e curato terreno pieno di alberi e da un laghetto. Accoglie alcuni giovani affinché con l’aiuto di educatori possano, imparando un lavoro, reintegrarsi nella società. Attualmente la casa ospita in tutto 13 ragazzi. Il responsabile della casa si chiama Pedro, un consacrato dei Memores Domini, che trascorre con loro sei giorni alla settimana. Sono rimasto sorpreso quando ho visto tutti i ragazzi partecipare con serietà e devozione all’Eucarestia. Alla fine della celebrazione ho parlato con qualcuno di loro. Ho chiesto se erano contenti di vivere lì e uno mi ha risposto: “In questo luogo non solo mi hanno perdonato tutto quello che avevo fatto, ma anche mi hanno chiamato amico”. La misericordia gli ha ridato la sua dignità
di uomo».

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