MicroLibertà

Di Lodovico Festa
28 Giugno 2001
«Ci sono nel paese, fuori e dentro di noi, altri (a partire da una nuova generazione di giovani e da tante donne)...

«Ci sono nel paese, fuori e dentro di noi, altri (a partire da una nuova generazione di giovani e da tante donne) che magari possono svolgere, ad esempio, le mie funzioni molto meglio di come ho fatto io», dice Pietro Folena all’Unità. Fuori o dentro di loro, anche a partire da vecchie generazioni di giovani o da nuove generazioni di vecchi, è difficile trovare qualcuno che possa svolgere, ad esempio, le funzioni di Folena molto peggio di come le ha svolte lui. *** «Perché lo sport va vissuto in nome dei valori che uniscono e non di quelli che dividono», scrive Walter Veltroni sul Messaggero. Presto il neo sindaco di Roma dirà di non essere mai stato juventino. Intanto cerca di non farlo notare. *** «Non mi paiono utili iniziative che i cittadini non comprenderebbero», dice Piero Fassino all’Unità riferendosi a un eventuale provvedimento di amnistia. Fassino fa parte di quel filone di leader della sinistra che Oscar Wilde definiva così: «Vogliono guidare il popolo, seguendo la gente». *** «Il volontariato che conoscevo era quello delle crocerossine», dice Roberto Maroni a Panorama. Spunta un’inaspettata anima hemingwayana del neo ministro del Welfare. *** «Lei ha promesso con il suo discorso di cambiare l’Italia. Noi la prendiamo sul serio e per questo ci opporremo radicalmente», Liberazione riporta il discorso di Franco Giordano, capogruppo di Rifondazione comunista alla Camera. «Vota per cambiare» dicevano quei revisionisti retrò del Pci negli anni ’70. *** «Mi ricordo che io e Cacciari proponemmo che il nuovo partito si chiamasse Partito delle Libertà», dice Paolo Flores D’Arcais all’Unità. C’era la libertà condizionale e quella vigilata (ma in dosi ristrette), una libera ora d’aria, e la libertà di ricevere visite dai parenti, una volta al mese.

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