Minoli teme il mix Raiset
Botta e risposta tra Giovanni Minoli e la Endemol italia sulle colonne del Riformista, nelle pagine dedicate alla comunicazione coordinate da Maurizio Costanzo. E non dev’essere un caso che il dibattito sul destino della Rai, nell’ipotesi che Mediaset compri la maggiore società di produzione televisiva al mondo che in Italia vende programmi anche al servizio pubblico (Affari tuoi, Che tempo che fa, La prova del cuoco), parta proprio da Costanzo, produttore in proprio di format acquistati da Mediaset e consulente del ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, che in questi giorni ha annunciato un prossimo ddl di riforma della Rai.
Minoli, che i prodiani sostengono per la direzione di RaiDue, denuncia il pericolo che se la gara aperta da Telefònica dovesse finire bene per Mediaset (con il controllo del 25 per cento della società), «la Rai, legata a Endemol Italia, sarebbe di fatto privatizzata. Una privatizzazione che avviene senza vendita di azioni, senza Opa, senza rapporti con il mercato e semplicemente grazie a un cavallo di Troia che vince all’interno del competitor (la Rai) la sua battaglia». Il contratto “oneroso” di Rai con Endemol, con scadenza al 2008, varrebbe circa 90 milioni di euro e sarebbe un accordo “a scatola chiusa”, cioè aperto a modifiche da parte della società di produzione. Polemica del tutto fuori luogo per il presidente di Endemol Italia Paolo Bassetti: «è ridicolo. Tutti chiedono di fare un passo indietro alla politica. Forse dovrebbero farlo coloro che sono propensi a consigliare e incontrare i vari politici di turno». Con Minoli si è schierato l’ex presidente di RaiSat Luigi Mattucci secondo cui la colpa è di una Rai diventata «struttura senza pensiero strategico, in cui mediocri funzionari di partito hanno ritenuto loro compito garantire alla propria parte adeguate “presenze” in una programmazione ripetitiva e sclerotizzata».
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