Missing Occhetto
Alla Festa de L’Unità a Genova, alcuni hanno notato che tra i ritratti dei “grandi” della tradizione comunista italiana, diventata postcomunista e trasformatasi in pidiessina e diessina, è sparita qualsiasi fotografia di Achille Occhetto. Il popolo della sinistra “classica” si sarebbe cioè dimenticato del volto del segretario della “svolta”, della Bolognina, di colui che ha cambiato il nome al partito, sdoganandolo definitivamente dal legame storico con il bolscevismo sovietico. è vero che l’ex ragazzo prodigio dell’antica Fgci legge ormai più le relazioni di Antonio Di Pietro che quelle di Pietro Ingrao (sempre letture impervie!), ma tuttavia qualche merito lo ha avuto dopo la caduta del Muro. Questa dimenticanza, per nulla casuale a nostro parere, può avere tre spiegazioni storico-ideologiche. La prima: nei ds c’è una normalizzazione brezneviana, quindi si tolgono i quadri del Kruscev “pasticcione” del XX Congresso del ’56. La seconda: Occhetto viene offuscato nelle bacheche fotografiche come i grandi eretici della Rivoluzione d’Ottobre. La terza: Occhetto è il testimone storico che ricorda a tutti i presenti che erano comunisti.
Commento: ma è possibile che un partito debba fare tanti salti mortali, storici e archivistici, per giustificare la sua esistenza?
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