MISUROMETRI PER TUTTI

Di Fred Perri
27 Gennaio 2005
L’altro giorno mi sono sentito come Piero Fassino.

L’altro giorno mi sono sentito come Piero Fassino. Abbiamo fatto le primarie in casa mia e, sebbene sia il partito guida, quello che ha più soldi e mezzi – e che li mette al servizio degli altri quattro gatti sempre a rimorchio –, sono stato battuto da mia moglie. Ma è mai possibile?
Però mi è anche piaciuto sentirmi come Fassino, alto e magro. Poi è arrivato il ministro Sirchia con il suo brillante misurometro per la pancia e sono tornato me stesso. Questo Sirchia, lo confesso, mi ha un po’ spappolato i maroni. Era quello che si voleva inventare le porzioni a metà nei ristoranti. Ve lo dico chiaro e tondo: se mettete il misurometro per la mia pancia, per par condicio, esigo: 1) il misurometro per contare quanti capelli uno si trapianta (vedi Berlusca); 2) il misurometro per stabilire il grado di tinta dei capelli (vedi Prodi e Cesarone Maldini); 3) il misurometro per la percentuale di cachemire nei maglioni (vedi Bertinotti); 4) il misurometro per gli errori di sintassi nei discorsi (vedi Biscardi e Antonio Di Pietro).
Stavo pensando anche al misurometro per vedere quanto, ai presidenti di club calcistici, interessa veramente il bene degli spettatori, ma ho già la percentuale: zero.

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