MISUROMETRI PER TUTTI
L’altro giorno mi sono sentito come Piero Fassino. Abbiamo fatto le primarie in casa mia e, sebbene sia il partito guida, quello che ha più soldi e mezzi – e che li mette al servizio degli altri quattro gatti sempre a rimorchio –, sono stato battuto da mia moglie. Ma è mai possibile?
Però mi è anche piaciuto sentirmi come Fassino, alto e magro. Poi è arrivato il ministro Sirchia con il suo brillante misurometro per la pancia e sono tornato me stesso. Questo Sirchia, lo confesso, mi ha un po’ spappolato i maroni. Era quello che si voleva inventare le porzioni a metà nei ristoranti. Ve lo dico chiaro e tondo: se mettete il misurometro per la mia pancia, per par condicio, esigo: 1) il misurometro per contare quanti capelli uno si trapianta (vedi Berlusca); 2) il misurometro per stabilire il grado di tinta dei capelli (vedi Prodi e Cesarone Maldini); 3) il misurometro per la percentuale di cachemire nei maglioni (vedi Bertinotti); 4) il misurometro per gli errori di sintassi nei discorsi (vedi Biscardi e Antonio Di Pietro).
Stavo pensando anche al misurometro per vedere quanto, ai presidenti di club calcistici, interessa veramente il bene degli spettatori, ma ho già la percentuale: zero.
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