Moda. Ed è subito sera

Di Pavarini Maria Cristina
19 Luglio 2001
La moda vive di effimero

La moda vive di effimero. Ciò che oggi è sensazionale domani sembrerà insipido e inutile. Donatella Versace ha presentato la sua ultima collezione d’alta moda parigina su una passerella cosparsa di quindicimila rose fresche. Karl Lagerfeld, guru creativo dello storico marchio Chanel, ha presentato solo pantaloni come abiti da sera e ha riempito le dita di mani e piedi delle sue modelle con anelli barocchi. La moda celebra, poi, in questi giorni gli 85 anni del bikini che, dopo aver fatto scandalo, ci appare un capo innocente davanti a topless e tanga. Tuttavia, anche lo stile di vita degli italiani è molto cambiato negli ultimi cento anni secondo alcuni dati Censis. Sono aumentati i nuclei familiari, ma sono composti mediamente da 2,6 persone contro le 4,6 del 1901. Ci si sposa meno, più tardi e più tardi si hanno figli (se si decide d’averli). Evolve anche il modo di spendere: se nel 1956 gli alimenti costituivano il 55% della spesa delle nostre famiglie, nel 2001 rappresentano solo il 16%, mentre oltre il 60% è costituito da “altri beni e servizi”. Tutti – e non solo la moda – viviamo d’effimero.

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