Mondeo al derby d’Italia
È il giorno del derby d’Italia: Juventus-Inter allo stadio Olimpico di Torino attira i tifosi dell’una e dell’altra squadra. Ci andiamo anche noi. Il viaggio è praticamente tutto in autostrada con due “inserimenti” cittadini, uno alla partenza da Milano e il secondo in arrivo nella capitale piemontese. L’auto: una nuova Ford Mondeo station wagon con motore 2.0 Tdci da 143 cavalli che consente una velocità massima di 210 chilometri orari e, secondo i dati della casa, necessita mediamente di 5,9 litri di gasolio ogni 100 chilometri. Il cambio è un manuale con sei marce.
MILANO Si parte dal Castello Sforzesco, orgoglio di Milano che alle dieci di mattina brulica già di turisti giapponesi. Grazie al KeyFree System evitiamo l’utilizzo della chiave per l’apertura, la chiusura e la messa in moto dell’auto. Pigiando lo Start Botton e premendo contemporaneamente la frizione, il motore si accende. A basso regime si sente subito l’alimentazione diesel, ma già in prima (abbastanza corta) il rumorino cala. Nei viali milanesi la vettura si dimostra abbastanza agile, l’handling è buono. Proviamo lo scatto al semaforo: eccellente, anche se la nostra Mondeo non è certo una vettura corta.
In autostrada, nella prima parte della Milano-Torino le tre corsie, aumentate di larghezza in maniera determinante, dimostrano subito che la nostra Mondeo è un’auto solida e sicura, estremamente comoda. E anche chi è di alta statura non fa fatica a trovarsi a suo agio sul sedile posteriore, equivalente al divano di casa. Guidatore e passeggero anteriore stanno anche più larghi, i sedili sono ergonomici, bene imbottiti e con ottime finiture. Anche il quadro riservato alla strumentazione è ben visibile e, per chi li apprezza, i comandi al volante sono “intuitivi”: Ford si è ispirata al più grande costruttore di telefoni cellulari al mondo, Nokia, per agevolare l’accesso alla tecnologia di bordo. Il volante si impugna bene ed è morbido da manovrare quanto basta. Inserimenti facili con il cambio manuale che risponde alla perfezione. Sicura e precisa la frenata.
L’assetto è equilibrato e superato il casello d’ingresso, la Mondeo si dimostra una splendida autostradista. Neppure una sbavatura in rettilineo, in sesta marcia silenzio quasi assoluto e assenza totale di vibrazioni. E quando le corsie diventano due e piuttosto strettine per via dei lavori in corso, la nostra station wagon mantiene la linea senza mettere addosso al guidatore l’ansia del sorpasso. Pasto frugale alla stazione di servizio: la nuova Mondeo station wagon attira occhiate d’ammirazione.
TORINO A Torino, il problema principale è parcheggiare vicino all’Olimpico. All’incontro mancano cinque ore, in via Filadelfia c’è spazio, e vi inseriamo la vettura senza problemi. Il servosterzo è di quelli che aiutano.
Juve e Inter pareggiano il conto e usciamo per tornare a Milano. Vista la posizione dello stadio, optiamo per la Torino-Savona fino a Tortona, per inserirci poi sulla Genova-Milano. È una buona scelta, il traffico è scarso, c’è un po’ di nebbia: gli anabbaglianti della Mondeo ci aiutano a evitare preoccupazioni. Poi la nebbia scompare e , nella notte, il viaggio è veloce. Ci sono curvoni molto lunghi in cui la Mondeo si dimostra un’auto davvero consistente. Basta tenere lo sterzo con leggerezza, spostandolo di pochissimo, e le curve vanno via tranquillamente.
TORTONA Da Tortona il traffico aumenta, le macchine che tornano dalla Riviera sono parecchie ma i sorpassi sono facili. In quinta la potenza del motore diesel della Mondeo è sufficiente per eseguire con rapidità la manovra. Il viaggio verso Milano è comodo e veloce, la radio di bordo ci trasmette le interviste della partita di Torino: l’auto è eccellente, sembra di essere a casa. Nella Milano che non è ancora andata a nanna, la nostra wagon diventa lo strumento di un micro test: girare a destra o sinistra quando arriviamo a un incrocio. Nessun problema, operazioni facilissime come i sorpassi in autostrada.
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