MondOperaio!… I post-socialisti…

Di Respinti Marco
21 Giugno 2001
Lo fondò Pietro Nenni, il leader socialista che in realtà erano due

Lo fondò Pietro Nenni, il leader socialista che in realtà erano due. Un primo “rosso antico” e un secondo che ruppe con il Pci quando l’URSS schiacciò l’Ungheria (1956), avviando remotamente il riformismo di Bettino Craxi. L’epoca in cui il bimestrale MondoOperaio, rivista teorica del Psi, fa faville.

Da sei anni esce in nuova serie. Ne è (come era) direttore Luciano Pellicani, filosofo della politica fra i più acuti di quanti (troppo e a sproposito) l’Italia del dopoguerra abbia prodotto. Sottotitolato Rivista dei Socialisti Democratici Italiani, postula oggi la distanza massima fra sé e il craxismo. E conferma come lo Sdi (www.socialisti.org) si ritenga erede unico del socialismo tricolore, purché mondato di ogni legame con il fu Bettino (ma anche con i suoi figli, nella carne e nella politica).

Un periodico di approfondimento con un curriculum vitae come il suo, ancorché riconoscibilissimo negli orientamenti culturali, non avrebbe bisogno di cordoni ombelicali così espliciti e come prodotto “di area” (solo a volte un limbo per esiliati, mentre altre uno spazio lobbystico di proficua influenza) figurerebbe benissimo. Ma tant’è. E così la scienza si trova costretta a pagare pegno alla bottega partitica. Lo dimostra bene il saggio firmato da quel craxiano-dalla-memoria-corta che risponde al nome di Ugo Intini sul fascicolo di maggio-giugno, inquietante e allarmistico sin dal titolo: La sconcertante “diversità” della destra italiana. Ovvero: cosa sia la destra lo decido io che son di sinistra (no, Giorgio Gaber non c’entra…) e chi non ci sta è ‘o vero lupo ca magna ‘e criature. Ma l’idea è vecchia come il cucco (Norberto Bobbio, Furio Colombo, Vittorio Foa e, prima ancora, lo statunitense Arthur Meier Schlesinger Jr.) e ci crede ancora solo chi presta fede ai 125 milioni di luttazzate che sul punto si continuano a cianciare. Per fortuna, a riconciliarci con una pubblicazione davvero difficile da ignorare ci pensa l’inossidabile Capitan Pellicani con il saggio Fascismo, bolscevismo imperfetto.

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