Monorchio non vide, non sentì, non parlò

Di Tempi
07 Giugno 2001
Per i lettori di Tempi la denuncia del Governatore di Bankitalia sui “buchi” di bilancio ereditati dal governo Amato non è certo notizie nuova

Per i lettori di Tempi la denuncia del Governatore di Bankitalia sui “buchi” di bilancio ereditati dal governo Amato non è certo notizie nuova. Lo abbiamo scritto in maniera abbastanza dettagliata in più occasioni e sfidato pubblicamente ministro Visco e funzionari che ne fanno le veci a smentire quello che il professor Giuseppe Vitaletti ha più volte ribadito su queste pagine a partire dalla metà di aprile (cfr Tempi n.16 del 19-25 aprile 2001 e ss. fino al n.19 del 10-17 maggio). Naturalmente (anche tra i media, anche nelle agenzie che dovrebbero far circolare le notizie e alle quali anche noi ci appoggiamo quando ci pare di poter segnalare informazioni di una certa rilevanza) il silenzio è stato assordante. Fortuna che hanno perso le elezioni. Altrimenti a Roma si sarebbero aggiustati (magari pure con le opposizioni). E chissà, forse anche Antonio Fazio avrebbe avuto qualche difficoltà a formalizzare il verdetto sull’«indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche» che – ha proseguito il Governatore nelle sue “Considerazioni finali” – «eccederà in misura rilevante l’obbiettivo dell’1% del prodotto interno lordo», dato che «nei primi quattro mesi del 2001 il fabbisogno del Tesoro è stato di 54.800 miliardi», cioè «superiore di 20.300miliardi a quello dello stesso periodo dello scorso anno e pressoché uguale all’ammontare previsto per l’intero 2001». Ma detto questo, vi sembra onorevole per un governo uscente che una persona seria come Giuliano Amato, si sia ridotta a negare l’evidenza e a respingere ogni addebito ricorrendo alla pura arroganza verbale dell’«i conti sono a posto»? Vi sembra possibile che il ragionier Monorchio, il gran capo contabile dello Stato, possa rispondere alla documentata analisi del vertice di Bankitalia, con un «io, del buco, non ne so nulla»? Ma non scherziamo, per favore. Hanno la faccia come il deretano. Ma pazienza, se ne sono andati (e nella pagina delle lettere si legga e si deduca: o se ne va Monorchio o se ne vanno i funzionari economici della Presidenza del Consiglio) e con loro speriamo che se ne vadano presto, in eremitica e saggia pensione, padreterni e presunti moralizzatori della nazione, gli Scalfaro, i Bobbio, i Biagi, i Montanelli. Chissà che anche sotto il profilo dell’informazione l’Italia ritorni ad essere un Paese normale.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.