Morti cattolici polacchi
Polonia, 1942: nasce l’Ak, l’“Esercito Interno o Nazionale”. Per i nazionalsocialisti sono “banditi di una colonia”. Quando i superstiti del ghetto di Varsavia si sollevano il 19 aprile 1943, l’Ak (composta di molti cattolici) aiuta i connazionali israeliti. Insorta fra 1° agosto e 2 ottobre 1944, l’Ak combatte il nemico nelle strade e addirittura nelle fogne, ma i tedeschi, che per avanzare nella città vecchia si fanno scudo di donne e bambini, adoperano lanciafiamme e carri armati. Mentre gli Alleati occidentali riforniscono i combattenti con lanci paracadutati, i sovietici attendono impassibili oltre il fiume Vistola. La vittoria finale della Wehrmacht e delle Waffen SS miete circa 150mila vittime fra combattenti e civili. Intanto i dirigenti del partito comunista polacco clandestino hanno già lasciato Varsavia per entrare a far parte del “Consiglio Nazionale Patriottico”, embrione di governo comunista insediato dai sovietici a Lublino in antagonismo con quello legittimo in esilio a Londra. Da lì assistono con indifferenza al martirio dei combattenti anticomunisti.
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