È morto Tashbih Sayyed. Israele ha perso un alleato importante
Il 24 maggio scorso ho ricevuto una di quelle e-mail che non si vorrebbero mai ricevere. «Con grande dolore ti informiamo che Tashbih Sayyed, coraggioso nemico del jihad globale, ci ha lasciati». Non ho avuto la fortuna di incontrarlo di persona, ma i suoi scritti e gli attestati di stima e affetto di chi lo conosceva me lo hanno fatto diventare amico. Acerrimo oppositore del governo filoislamista di Zia ul Haqq, Tashbih fu costretto a lasciare il Pakistan alla volta degli Stati Uniti dove fondò due giornali, Pakistan Today e Muslim World Today, e diventò il presidente del Council for Democracy and Tolerance.
Nella sua battaglia contro l’islam radicale non ha dimenticato l’importanza del diritto all’esistenza di Israele: «Poiché tutti gli Stati islamici, senza eccezione alcuna, sono o autocrazie o teocrazie o entrambe, si sentono minacciati dall’esistenza di un vero Stato democratico in mezzo a loro. Durante la mia prima visita in Israele, sono stato piacevolmente colpito dal fatto che la maggior parte degli arabi preferiva vivere sotto lo Stato ebraico. Israele è l’unica democrazia pluralistica, rispettosa dei diritti umani in Medio Oriente. Israele è l’unico Stato in Medio Oriente in cui le donne hanno diritto di essere felici». Israele per Tashbih è la risposta più forte al fondamentalismo islamico: «Dal punto di vista dell’estremismo islamico una società che consenta alle donne di agire liberamente e indipendentemente nella società vive nell’epoca delle tenebre, dell’ignoranza e della vergogna, quindi è da annientare». D’altronde «è risaputo che gli arabi che vivono sotto le autorità arabo-musulmane vogliono essere curati in ospedali ebraici e nessun ospedale ebraico ha mai rifiutato loro le cure, mentre alcuni arabi guariti in Israele sono poi ritornati a compiere attentati suicidi». Le accuse di Tashbih sono tanto forti quanto vere e coraggiose. Minacce, insulti, attacchi personali non lo hanno mai fermato. Il suo cuore purtroppo si è fermato, ma la sua missione continuerà a vivere.
valentina.colombo@imtlucca.it
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