Moschee in rosa

Di Nouri Michelle
07 Dicembre 2006
Se la società fosse perfetta, sarebbe giusto lapidare le adultere e ammettere la poligamia. Parola di Asmae Dachan, la figlia del presidente dell'Ucoii che si prepara a "superare" gli imam

Ad Asmae Dachan, figlia del presidente dell’Ucoii Nour Dachan, la carica di presidentessa dell’Associazione donne musulmane d’Italia non basta. Studia tantissimo Asmae. Per conseguire una preparazione più che perfetta negli studi islamici.
Lo fa perché avremo un giorno donne imam?
No. Si tratta piuttosto di compensare la figura maschile con quella femminile, perché uomo e donna sono due metà. Devono camminare su binari paralleli. È inconcepibile che in moschea ci siano solo uomini che insegnano ad altri uomini. Io sono laureata in Scienze umane a indirizzo teologico islamico e sto prendendo una seconda laurea in Scienze della comunicazione. Il mio scopo è diventare murshida, cioè poter insegnare l’islam alle donne nelle moschee.
Lei crede che un giorno sarà considerata sullo stesso piano di un imam?
Se sono brava anche di più. Basta pensare ad Aisha, la giovanissima consorte del Profeta. È stata lei che ha fatto scuola a quelli che poi sono diventati i più grandi sapienti e riferimenti principali della teologia.
Una lunga campagna degli islamisti ha diffuso l’uso del velo fra le donne musulmane. Cosa pensa di chi continua a non portarlo?
Il velo è e resta un atto di fede, per cui è la persona che lo sceglie. Giudicare una persona in base al fatto che lo porti o non lo porti è assolutamente ingiusto. Quella è una questione fra loro e Dio e nessuno ha il diritto di interferire.
Nella scuola islamica di Milano molte bambine lo indossano. Non sono un po’ piccole per aver deciso liberamente se portarlo o no?
Il velo si porta dalla pubertà: una bambina piccola non è tenuta a portarlo. Imporre a una bambina il velo è assai ingiusto perchè la priva della possibilità di arrivare in modo maturo a quella scelta.
Cosa pensa di queste scuole islamiche che stanno nascendo un po’ ovunque in Europa?
Sono nata in Italia da genitori stranieri e sono favorevole alla scuola pubblica. Poi è logico che, così come esistono scuole consolari o religiose, gli immigrati che rispettano le regole e la legalità, che ambiscono ad avere una scuola per i loro figli, possano farlo. Però io consiglio di inserirli in una pubblica, per una migliore integrazione.
Lapidazione contro le adultere: è una giusta applicazione della sharia?
Assolutamente no. Avendo studiato teologia, per quanto riguarda le pene corporali posso dire che la teoria non coincide con quello che vediamo oggigiorno. Se si dovesse applicare questa cosa, dovrebbe essere estesa a maschi e femmine insieme, perché una donna che commette adulterio non lo fa da sola, lo fa con un uomo. Poi, per applicare queste regole ci dovrebbe essere il contesto, oramai utopico, della società islamica dove non dovrebbero esserci la corruzione, la pornografia e tutti questi inviti alla sessualità presenti nelle pubblicità. Per questo noi siamo tra i firmatari della richiesta di moratoria delle pene corporali in tutti i paesi islamici proposta da Tariq Ramadan.
È favorevole alla poligamia, altra istituzione prevista dalla sharia?
No, perché non ci sono le condizioni per poter essere sicuri che l’uomo tratti le due donne nella stessa maniera. La poligamia è questo: se un uomo sposato vuole avere un’altra donna accanto a sé, deve sposarla e riconoscerle tutti i diritti. Vista in un altro contesto, la poligamia tutela la donna perché la rende una moglie, e la moglie ha dei diritti. In Italia la legge consente a un uomo sposato di riconoscere i figli avuti da una donna che non è sua moglie, però a questa donna non riconosce nessun diritto, mentre se vigesse la poligamia sarebbe moglie a tutti gli effetti. Ma in Italia la poligamia è praticamente impossibile.

michelle.nouri@infinito.it

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