Motori

Di Morosini Nestore
29 Marzo 2007

Serie 1, arriva la potenza
Bmw Serie 1 ha vinto la scommessa. La versione ancora più sportiva, che viene fatta debuttare in concomitanza con un leggero restyling sia estetico sia tecnico, sta ottenendo grande successo nei suoi primi giorni di esposizione e test nelle concessionarie. Mano a mano che si procede nelle ristilizzazioni, le auto migliorano. E quest’ultima Serie 1 è sicuramente la più perfetta. è quella che ha un carattere più modaiolo fra le compatte in vendita sul mercato italiano. Ma può anche mettere qualcosa di diverso sul piatto della bilancia: è l’unica compatta a trazione posteriore, l’unica col muso lungo e l’abitacolo arretrato, l’unica con un 50/50 alla voce «distribuzione dei pesi». I ritocchi sono ridotti al minimo, inutile rimaneggiare profondamente un design che piace.
I più evidenti sono nel profilo laterale, dove risalta l’unica portiera e le modifiche fatte alla carrozzeria per adeguare il corpo macchina alla nuova configurazione: la porta allungata con relativo aumento della corrispondente vetratura e diminuzione di quella rimanente. Nell’insieme, le modifiche portate dall’équipe di Chris Bangle mettono maggiormente in evidenza un corpo macchina che dà l’impressione visiva di essere molto affusolato. Cambiano alcuni materiali, alcune finiture e compaiono nuovi oggetti per aumentare sia la praticità dell’abitacolo sia la percezione della qualità generale.
In Bmw dicono che le loro auto sono sinonimo di prestazioni e piacere di guida. è perciò naturale che i motori subiscano delle doverose modifiche in direzione squisitamente sportiva. Non manca però una particolare attenzione per i consumi e le emissioni, ridotti grazie all’uso dell’iniezione diretta, dello start/stop, dell’indicatore per il punto ideale di cambiata e di nuovi affinamenti per i diesel common rail. Sul fronte benzina, ad esempio, le migliorie apportate riducono il consumo di carburante fino al 20 per cento, pur mantenendo prestazioni di altissimo livello: il motore 118i passa a 143 cavalli, per un’accelerazione 0-100 in 8,7 secondi, mentre la 120i con i suoi 170 cavalli fa segnare 7,7 secondi. Nessun potenziamento invece per il 3 litri sei cilindri da 265 cavalli. I diesel sono il vero punto di forza della Serie 1 per potenza, fruibilità ed efficienza. Il quattro cilindri 120d balza a quota 177 cavalli con uno 0-100 di 7,5 secondi, mentre la versione 118d dispone di 143 cavalli.

Spider, che spinta col diesel
Una scommessa? Può darsi, ma all’Alfa Romeo sono abituati al fascino dei motori potenti. Benzina o diesel che siano. Cosicché, presentata la Spider con le motorizzazioni a benzina, ecco che la scoperta del Biscione adotta un turbodiesel 5 cilindri da 200 cavalli con cambio manuale a sei marce, grande potenza e coppia, nonché bassi consumi di carburante. Il lavoro di sviluppo ed affinamento di questo propulsore non si è mai fermato e, su questo modello, sono state rivisitate alcune tarature della centralina d’iniezione per diminuire la rumorosità, aumentando il comfort, anche a cappotta aperta e vettura ferma. Il motore 20 valvole della 2.4 Jtdm, sviluppato con il sistema Multijet della Fiat, comprende anche il filtro antiparticolato, in grado di eliminare le polveri sottili dai gas di scarico, già conforme ai limiti previsti dai futuri standard Euro 5. Dotato di 5 cilindri, con 4 valvole per cilindro, sviluppa come si diceva 200 cavalli a 4000 giri al minuto con coppia di 400 Nm a 2000 giri. Al volante, ci si accorge subito che il rumore del motore non viene sovrapposto da fruscii aerodinamici, i flussi d’aria sono ben calcolati e non disturbano sicuramente né le orecchie né l’andatura. La tenuta di strada è eccezionale, la Spider disegna le traiettorie delle curve come se fosse su un binario con una estrema sensibilità del volante. E al minimo accenno di bagnato o di asfalto sporco entra in funzione il controllo di trazione e stabilità.

Con Scout la familiare diventa integrale
Skoda Octavia Wagon 4×4 la doti di paraurti pronunciati, modanature laterali e protezioni sottoscocca per farla sembrare di dimensioni maggiorate in modo da diventare una piccola crossover e farla nuovamente nascere come Scout. Un’ulteriore variante della serie Octavia, capace di suscitare forti emozioni e arricchita dei molti vantaggi di una vettura con ottime prestazioni fuoristrada. Sotto il cofano, Scout offre un paio di motorizzazioni di due litri di cilindrata: un benzina da 150 cavalli e un turbodiesel da 140, entrambi con cambio meccanico a sei rapporti. La familiare ceca, con la tecnologia della trazione integrale, gli attributi off-road e il particolarissimo design, oltre ad essere il giusto compromesso per percorrere anche i terreni più accidentati, ha un bagagliaio che può raggiungere una capacità di 1.620 litri.
La sua silhouette è dotata di serie di barre longitudinali nere sul tetto, mentre il frontale mette in evidenza gruppi ottici con proiettori alogeni e i fari fendinebbia integrati nello spoiler anteriore. Con listelli protettivi sui passaruota, battitacco anteriori con la scritta Scout e la protezione sotto avantreno e retrotreno, la Scout è in grado di affrontare anche le situazioni più insolite. I solidi cerchi in lega da 17 pollici superano indenni anche i percorsi più difficili e assicurano massima affidabilità. [f.mor]

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