Motori

Di Morosini Nestore
17 Maggio 2007

Q7 con super motore
La Q7 è il mastodontico Suv dell’Audi. Ma il suo motore 3 litri da 233 cavalli, finora, non era sufficiente a contrastare le rivali Bmw e Porsche. Cosicché i responsabili della marca degli Anelli hanno deciso di regalare al mercato italiano una motorizzazione “pesante”, il V8 4.2 Tdi da 326 cavalli, il motore diesel più potente del mondo. In attesa di un altro “mostro”, il propulsore V12 di 6 litri di cilindrata con potenza di 500 cavalli. Come tutte le Audi, anche la 4.2 Tdi è dotata di differenziale centrale autobloccante, in condizioni normali di marcia scarica il 40 per cento della coppia sull’asse anteriore e il 60 su quello posteriore. In caso di necessità, in base alle condizioni di aderenza aumenta in maniera variabile la ripartizione della forza sull’asse posteriore o anteriore, fino all’85 per cento nel primo caso e fino al 65 per cento nel secondo.
Il telaio si dimostra all’altezza sia su fondi molto irregolari sia su percorsi stradali asfaltati con un ineguagliabile mix di sportività e comfort. Il sistema consente di variare l’altezza dal suolo in quattro ulteriori livelli oltre a quello di 180 millimetri. Con 205 millimetri di altezza la Q7 supera i terreni più irregolari. Per le operazioni di carico/scarico, però, la soglia può essere abbassata di 71 millimetri.
Tutte le ruote hanno sospensioni indipendenti a quadrilateri, i componenti degli assi sono in gran parte d’alluminio. Il feeling fra guidatore e vettura aumenta grazie allo sterzo servotronic, con servosterzo che cambia in funzione della velocità e del rapporto di trasmissione variabile.
Su questo modello debutta una nuova tecnologia, l’Audi Lane Assist: a partire da circa 65 chilometri orari di velocità il guidatore è avvisato, mediante leggere vibrazioni dello sterzo, che sta abbandonando inavvertitamente la propria corsia di marcia. Il prezzo dell’Audi Q7 V8 4.2 Tdi è fissato in 73.900 euro.

C-Max mette su la famiglia
Le prime differenze, come sempre, sono quelle che saltano all’occhio per il nuovo look, ispirato agli elementi del “kinetic design” di Ford Europa: linee decise combinate a forme atletiche sullo stesso stile della sorella S-Max. Ma per Ford C-Max, che abbandona la famiglia Focus per formarne una sua propria, la rassomiglianza con la sorella maggiore è sinonimo di grandi novità. Nuovo è il frontale e nuovi sono il paraurti, la griglia, il cofano, i fari e i fendinebbia, completamente ridisegnati per l’occasione. Il paraurti anteriore è costituito da un solo elemento modellato che incorpora una nuova griglia inferiore specifica di forma trapezoidale. I nuovi fendinebbia verticali sono invece integrati nelle estremità inferiori del paraurti. Anche il paraurti posteriore è nuovo ed è più liscio, tondo e leggermente più profondo, anche se la vera differenza della coda sta nei gruppi ottici verticali che ora utilizzano la tecnologia Led, con lenti trasparenti. Per la nuova C-Max sono disponibili tutti i nuovi sistemi di intrattenimento in auto di Sony, progettati per integrarsi in modo omogeneo nel nuovo mobiletto centrale. La vettura sarà disponibile con due diversi allestimenti e con differenti pacchetti di personalizzazione. Sui vari mercati, la nuova C-Max sarà dotata di una gamma di motori benzina e diesel. [f.mor.]

Grandeur per cerimonie
Grandeur? Sì, ma non alla francese: alla coreana. Hyundai è tornata a cimentarsi sul terreno delle grandi ammiraglie. Quelle, ad esempio, che non sfigurano come limousine matrimoniale al posto di una germanica Mercedes o di una italianissima Maserati. Grandeur, visto che sul nostro mercato non è ufficialmente importata, è una vettura sicuramente d’immagine con una linea tradizionale, con i tre volumi ben definiti ma con qualcosa di originale, per esempio il frontale e la forma morbida della coda. Poi si scopre che il nome Grandeur avrebbe un senso anche senza le ultime due lettere. Questa Hyundai è lunga 4 metri e 895 millimetri, larga 1 metro e 845, alta 1 metro e 490. Il passo è di 2 metri e 780 millimetri, un valore che lascia presupporre ottime doti di abitabilità. Quanto invece alla capacità di carico, la casa dichiara un volume utile di 470 litri che non è eccezionale ma comunque in linea con la magggior parte delle ammiraglie.
Le forme flessuose della coda sono riprese anche dalla plancia, che arriva senza soluzione di continuità alla consolle centrale. Qui sono ospitati i comandi del clima bizona e dello stereo, entrambi di serie come il controllo elettronico della stabilità. Per abbellire l’abitacolo, Hyundai fa ampio ricorso a pannelli in simil-legno, che orlano plancia, porte, mobiletto centrale, pomello del cambio e corona del volante. [f.mor.]

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