Muftì algerino vuole proibire la semplice lettura del Vangelo

Di Eid Camille
01 Marzo 2007

Parecchi giornali arabi e musulmani riservano una o più pagine alle questioni islamiche. Molto spesso si tratta di un “angolo delle fatwa” in cui uno sceicco offre risposte ai quesiti dei lettori. Una vera fonte di informazioni sugli interrogativi che agitano i musulmani di oggi. Sul quotidiano algerino el-Khabar di giovedì scorso si legge il seguente quesito: «Come risultato delle campagne di evangelizzazione in varie province del paese, è comparso il falso Vangelo negli ambienti giovanili. È lecito leggerlo, anche solo per curiosità o per il gusto dell’informazione?». Che i musulmani accusino i cristiani di aver “falsificato” il loro Vangelo, per nascondere ogni riferimento alla venuta di Maometto, lo si sa da tempo. Ma da lì a vietare di leggerlo ne corre.
Eccovi la risposta-fatwa dell’esperto: «L’unica religione che Dio accetta dai propri servitori è l’islam. Dice infatti il Corano: “Invero, la religione presso Dio è l’islam”. E anche: “Chi vuole una religione diversa dall’islam, il suo culto non sarà accettato, e nell’altra vita sarà tra i perdenti”. La lettura del Vangelo corrotto, sia pure per curiosità o per il gusto dell’informazione, è quindi illecita. Il nostro profeta ci ha messo in guardia dal farlo, visto che si è molto arrabbiato quando ha visto Omar (il secondo califfo, ndr) entrare portando un testo della Torah ricevuto dalla Gente del Libro (ebrei e cristiani, ndr) dicendogli: “Dubiti forse di ciò che ho portato io?”». E il nostro muftì giunge all’ovvia conclusione: «Se Maometto si è adirato addirittura con uno dei massimi personaggi dell’islam, immaginate quale possa essere la sua reazione nei confronti di coloro che leggono il Vangelo ma sanno ben poco dell’islam». Con buona pace di chi vorrebbe solo approfondire la sua cultura.

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