Mystic river

Di Simone Fortunato
30 Ottobre 2003
“Un altro capolavoro - tragedia di Clint Eastwood”

Tre amici d’infanzia si ritrovano dopo trent’anni a causa di un efferato omicidio.
Ha cominciato a far cinema quarant’anni fa, facendo il pistolero per un regista italiano, tra lo scherno dei critici che lo consideravano attore dalla mezza espressione. Ora è il più grande tra i registi di Hollywood, dopo aver inanellato capolavori come Gli spietati, Un mondo perfetto e quest’ultimo, impressionante Mystic River. Clint Eastwood ha sempre ammesso di dover tutto ai suoi maestri, gente del calibro di Sergio Leone e Don Siegel. è vero: da Leone ha imparato a trattare la persona nella sua integrità, col suo carico di male e la sua tensione all’ideale; da Siegel ha appreso la tecnica narrativa e l’introspezione psicologica. Ma è totalmente suo il racconto del dolore e della promessa infranta. Tre uomini e tre ferite che si portano dietro sin da bambini, si ritrovano anni dopo di fronte al cadavere della figlia di uno di loro. Sospetto e vendetta si intrecceranno fino alla più dolorosa delle conclusioni. Vendetta e perdono; peccato e redenzione; un fiume per lavare i peccati e per affogare i colpevoli: è un film biblico Mystic River, struggente dramma della maturità, che inizia dalle parti di Stand by me per finire nelle acque scure della tragedia greca.
di C. Eastwood, con S. Penn, T. Robbins

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.