Nabulsi e la grazia di essere ricercati da tutti i demoni della terra

Di Colombo Valentina
11 Gennaio 2007

«Sia lodato Dio che ha fatto sì che i liberali siano ricercati da tutti i demoni della terra nel mondo arabo, poiché quello è l’inizio della vera lotta intellettuale tra i liberali arabi e l’oscurantismo». Sono le parole di Shakir al Nabulsi, intellettuale giordano residente negli Stati Uniti, uno degli esponenti di punta dei neoliberali arabi.
Non solo, ma recentemente al Nabulsi ha voluto, onde evitare ogni equivoco, dare una definizione di questi ultimi stilando una sorta di manifesto. Innanzitutto ha deciso di evitare il pericolosissimo aggettivo “moderato”, usato spesso in Occidente a indicare quei musulmani che sono moderati rispetto a Bin Laden ma estremisti rispetto ai valori etici universali: il neoliberale per al Nabulsi è invece un nuovo tipo di intellettuale arabo che «lotta per la libertà degli esseri umani, contro i regimi assoluti, contro le dittature (.) il suo pensiero non rappresenta una verità unica ed eterna (.) può invocare la rivoluzione culturale (.) che inizia da una riforma dell’istruzione religiosa, del sistema educativo arabo in generale seguendo i modelli occidentali. (.) I neoliberali non sono un partito politico, non sono una lega politica, non hanno un esercito (.) condividono alcuni valori tra cui la libertà di pensiero, la libertà di critica e la libertà delle donne». I neoliberali, come Shakir al Nabulsi, si propongono di combattere l’oscurantismo religioso dei Fratelli Musulmani, in quanto «le ideologie religiose, che sono idee formulate da religiosi e giuristi e non la religione rivelata tramite il Profeta, sono un ostacolo al libero pensiero e al suo sviluppo, sono un ostacolo alla nascita del ragionamento scientifico».
È questo il motivo per cui questi pensatori sono dei wanted a tutto tondo: wanted dall’estremismo islamico perché vogliono mettere in guardia il mondo dal monopolio del potere legato alla religione, e wanted dall’Occidente, che spesso si domanda dove siano, ma che altrettanto spesso finge di non vederli. È forse perché dicono la nuda verità?
v.colombo@homail.it

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