Nasconditi fra le buone intenzioni

Di Berlicche
21 Giugno 2007

Mio caro Malacoda, ti giro una lettera pervenuta alla redazione del giornale che intercetta da quasi un anno la nostra corrispondenza e la pubblica mettendoci alla berlina. Se pubblicherà anche questa, potremo sempre dire che il tono della nostra conversazione era sarcastico, o che c’è un complotto contro di noi. Dice l’autrice della lettera che non si capisce che a scrivere questa rubrica è un diavolo. Ma è semplicemente meraviglioso. Un successo. Il nostro più grande successo. Ricordati, mai dare prova certa della nostra esistenza. Il diavolo non c’è. Se ci fosse, sarebbe un imperialista americano, impegnato a scatenare guerre, oppure un capitalista a capo di una multinazionale tentacolare, tutto teso ad arraffare denaro e ad affamare popolazioni. Potrebbe anche assumere le fattezze di un costruttore di armi o di un produttore di organismi geneticamente modificati. Sicuramente amerebbe cacciare e anche la boxe. Non andrebbe mai in giro in bicicletta perché per passione avrebbe quella dell’inquinatore. Nel caso non costruisse automobili sarebbe sicuramente un palazzinaro. Vedi, noi siamo riusciti a persuadere gli uomini che tutta questa gente (e insieme a loro i commercianti, le partite Iva, gli evasori fiscali, i mafiosi, i pedofili soprattutto se preti, senza andare troppo per il sottile) non ha bisogno del diavolo per fare quello che fa; questa gente “è” il diavolo. Il diavolo in carne e ossa.
Non è singolare questo capovolgimento della realtà? L’opera del Nostro Nemico è stata quella di incarnarsi, di rivestire di pelle, carne e ossa il Logos, ma non c’è verso di farglielo capire, ancora dopo duemila anni molti funzionari della Sua religione continuano a parlare di “spiritualità”. Il padre nostro nella sua caduta non è riuscito ad acquisire un solo grammo, è diventato sì il signore di questo mondo, ma al prezzo di restare un puro spirito. Quello che molti preti non riescono a capire è che la nostra opera è integralmente spirituale. E dire che gli basterebbe leggere il Vangelo: «Non quello che entra nella bocca contamina l’uomo; ma è quello che esce dalla bocca, che contamina l’uomo!». E noi dobbiamo adoperarci perché dalla bocca dell’uomo escano per quanto più possibile delle buone intenzioni. Il nostro problema non è pervertire le azioni dell’uomo, ma pervertirne il pensiero dandogli l’illusione di combattere per una causa giusta. Il male materiale può essere occasionale e riparabile, quello spirituale (il famoso peccato contro lo Spirito) si radica in profondità, si struttura, si attrezza. Può convivere a lungo con le buone maniere, con la raffinatezza di gusti, con l’amore per l’arte e l’ostentazione di un sincero umanitarismo, ma quando passa all’azione è devastante. L’abbiamo dimostrato con l’ideologia della razza, con l’ideologia della classe, ci stiamo battendo con onore sul fronte della “qualità della vita”, ci resta una frontiera: la morte. Anche qui il trucco è semplice, ed è semantico: testamento biologico. Il testamento è un atto che certifica le volontà di un uomo dall’istante dopo la sua morte, basta spostare questo limite a un istante prima. Spero di aver ulteriormente confuso la nostra lettrice, ciao.
Tuo affezionatissimo zio Berlicche

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