NATALINO RUSSO SEMINARA SHOW – LE PRIMARIE

Al direttore. I partiti dell’Unione hanno complessivamente (dati Politiche 2001) venti milioni di voti circa. Per il fatto che alle Primarie hanno votato in 4 milioni, Lorsignori esultano. Cosa dovrebbe fare Bush perché in Irak è andato a votare, rischiando la morte, il 61 per cento?
Se Mastella si accorge e si stupisce, dopo 30 anni di esperienza politica, che la Sinistra broglia alle elezioni, significa che il Virus dei Polli è già arrivato in Italia. Clemente va immediatamente etichettato.
Prodi ai Tg di mezzogiorno: «Se mancano le schede si faranno le fotocopie». Infatti, a sentire Mastella, hanno fatto e conteggiato le fotocopie delle schede dove c’era già la croce sul nome di Prodi.
Panzino: da senza volto a senza voto. Blockata sul nascere.
Votare, e scrutinare, nelle sezioni Ds è come fare un sondaggio sull’imparzialità dei Giudici alla Procura di Milano.
Circola su tutte le tv uno spot, dove un ragazzo fichissimo vince un concorso di bellezza contro altri che somigliano ai Fichi d’India. Con la voce fuori campo che dice, «Facile vincere così, vero Romano?»
La tanta bile, secreta per i brogli alle Primarie, ha procurato a Mastella forti crampi al Panzino.
Di Pietro: «Mi perdessi in arzigogolamenti, se non amerei la sintesi». Amare la sintassi no, eh?
Se, come dice l’Unione, il proporzionale con premio di maggioranza e sbarramento è un golpe, una truffa e via disprezzando, perché mai, alle Primarie, lorsignori hanno votato col proporzionale, il premio di Mortadellanza e lo sbarramento a Mastella?
E così hanno raccolto più di 4 miloni di euro. Li iscriveranno a bilancio, o approfitteranno del fatto che il falso in bilancio non è più reato?

Natalino Russo Seminara, via internet

Al direttore. Perché mai il leader dell’Unione non dovrebbe essere un uomo o una donna dichiaratamente di sinistra? La domanda contiene una buona dose di retorica. L’establishment politico del centro-sinistra italiano è bloccato da anni su un assunto alquanto discutibile. Per vincere bisogna rincorrere i voti moderati, occupare il centro, non scontentare il mondo economico e i vertici del grande potere finanziario ed industriale. Simbolica fu una frase di Giovanni Agnelli alla vigilia del primo governo Prodi: «è molto meglio un governo di sinistra perché può fare tutto quello che la destra non può fare. Quest’ultima avrebbe inevitabilmente contro le parti sociali». Sono passati anni da quell’enunciazione ma la tendenza delle oligarchie partitiche è rimasta sempre la stessa. Le primarie non hanno fatto altro che confermare l’assunto. Personalmente, ho risposto alla domanda iniziale sostituendo la retorica al concreto sostegno per Fausto Bertinotti, l’unico vero politico di sinistra facente parte dello schieramento che andrà a contendere il governo per i prossimi cinque anni alla Cdl. Il risultato del subcomandante Fausto è frutto soprattutto di una tenacia personale che ha fatto storcere il naso anche a tanti compagni che da sempre mal sopportano il protagonismo del segretario rifondarolo. Il 15 per cento dei consensi è una cifra che va ben oltre il peso di Rifondazione ma non è il risultato che si sperava di ottenere. La macchina diessina ha funzionato a dovere. I militanti prodiani si sono recati alle urne più con l’odio in corpo per Berlusconi che non con un progetto comune da condividere. L’Unione si trova oggi con uno zoccolo duro a sinistra che farà pesare non poco questo risultato. Per il “poeta” Fausto inizia forse la sua ultima sfida nella politica. Detto sottovoce, il ritorno del proporzionale lo avvantaggerà non poco alle prossime elezioni. Ma sia inteso, per il momento tutto ciò non lo si può dire. Prodi è il leader dell’Unione, ma come sempre sono le minoranze organizzate che guidano il gioco. Mi sia concessa una digressione partigiana: meglio Fausto che i tanti parolai demagogici e populisti, almeno Bertinotti è il “parolaio rosso”.
Fabio Cavallari, Luino (Va)
Prodi ha vinto come nei frizzi e lazzi di Natalino. Come poteva vincere qualsiasi cavallo di Caligola e come poteva vincere in una qualsiasi provincia della Cabardino-balcaria un funzionario di partito contadino designato dal Pcus a rappresentare il locale faro della pace, del progresso, della giustizia e dell’umanità sovietizzata. Ha vinto con tutti i poteri forti dalla sua parte, la grancassa mediatica, la ciliegina antagonista e la gioiosa macchina da guerra dei sindacati, dei Ds e dei funzionari pubblici delle regioni rosse. Fausto ha perso e se il prossimo anno l’Unione vincerà le elezioni ha già fatto sapere che lui non ha nessuna intenzione di fare il ministro. Dice che si accontenterà di un ufficio studi sulla Politica e che lascerà ai suoi il compito di trovare la quadra per stare in un governo Banche-Fiat-Confindustria stando con la resistenza irachena e puntando all’abolizione della proprietà privata. Mica scemo, il “parolaio”.

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