Nella peggiore delle ipotesi

Di Tempi
13 Febbraio 2003
Due mappe per orientarsi nel faccia a faccia politico-militare fra Stati Uniti e Irak. Uomini, navi, aerei, basi logistiche e caserme alla vigilia di quello che potrebbe essere un conflitto che ridisegna gli equilibri di un’intera regione del mondo

Dovesse arrivare il giorno fatale della battaglia, come attaccheranno gli americani? Come organizzerà la difesa Saddam Hussein? Bush e Rumsfeld promettono una guerra rapida e ipertecnologica, il rais promette di trasformare Baghdad nella Stalingrado del XXI secolo, da contendere casa per casa. Alcune divisioni dell’esercito Usa disporranno di un sistema di comando e di controllo digitale che permette di localizzare tutte le unità presenti sul campo di battaglia e di riprodurle come in un videogioco su di uno schermo installato all’interno di alcuni carri armati ed elicotteri, distinguendo perfettamente amici e nemici. I 285mila uomini previsti a dispositivo dispiegato saranno sempre meno dei 420mila combinati di esercito irakeno e Guardia Repubblicana, ma molto meglio attrezzati. D’altra parte Saddam Hussein non conta molto sulla capacità di opposizione dell’esercito, inaffidabile per la variegata composizione etnica e dotato di armamenti tanto pletorici quanto obsoleti. Punta tutto sulla lealtà dei 100mila uomini della Guardia Repubblicana e sulle armi chimiche e batteriologiche, cui farà ricorso se sentirà di non avere via di scampo.

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