Nell’unione son tutti draghi di coerenza

Di Da Rold Gianluigi
08 Giugno 2006

Probabilmente siamo ritornati alla Torre di Babele o forse dobbiamo rileggere il vocabolario per riuscire a comprendere il senso delle parole e comprenderci a vicenda. Il Governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, ha tenuto le sue prime, cosiddette “Considerazioni finali”. Testimone, invitato o autoinvitatosi, c’era pure Fausto Bertinotti, che non sembra un liberale convinto. E intorno a Bertinotti, tutta la platea del centrosinistra. Il discorso di Draghi è stata una “lezione”, in parte un po’ retorica, di come dovrebbe essere una società abbastanza liberale di fronte al mercato globale: crescita, concorrenza, flessibilità del lavoro, nessun protezionismo, nessun assistenzialismo, nessun italianismo bancario, con attenzione rispetto ai rapporti tra banche e imprese. Tutti d’accordo, anche nel centrosinistra, forse persino Bertinotti. O forse qualcuno non capisce?

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