Nichilisti
Dal manuale di Al Qaeda trovato a Manchester nel maggio 2000 nell’appartamento di Abu Anas Al-Liby, uno dei capi dell’organizzazione poi catturato nel marzo 2002: «Direttive generali circa le percosse e l’uccisione di ostaggi: gli studiosi della religione autorizzano le percosse. Essi ricorrono ad una tradizione spiegata nel manoscritto dell’imam Mosallem…in questa tradizione troviamo il permesso di interrogare l’ostaggio allo scopo di ottenere informazioni. È permesso colpire l’infedele che non è protetto da un patto fino a quando non riveli le notizie, le informazioni e i segreti del suo popolo. Gli studiosi della religione hanno anche autorizzato l’uccisione di un ostaggio se costui insiste nel negare informazioni ai musulmani. Essi permettono la sua uccisione affinché non informi il suo popolo di ciò che ha imparato circa i musulmani, il loro numero e i loro segreti».
«Prigioni e centri di detenzione. Se viene denunciato e subisce un processo, il fratello deve fare attenzione alle seguenti cose. 1.All’inizio del processo, i fratelli devono di nuovo insistere davanti al giudice che sono state loro inflitte torture da parte degli organi di sicurezza. 2.Lamentarsi dei maltrattamenti in prigione. (…) 4.Il fratello deve fare del suo meglio per conoscere i nomi degli agenti della sicurezza che hanno partecipato alla sua tortura e citare i nomi al giudice (questi nomi possono essere ottenuti dai fratelli che hanno avuto a che fare con quegli agenti in precedenti occasioni). 5. Alcuni fratelli possono aver parlato o essere stati indotti dai carcerieri a testimoniare contro i fratelli, sia separandoli dagli altri in prigione, sia facendoli parlare coi media. In questo caso devono essere trattati con gentilezza, gli si devono fornire buoni consigli, buon trattamento e pregare che Dio li guidi» (evidentemente per spingerli a ritrattare – ndr).
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