Niente più gogna, solo leccate sul collo. Siamo garantisti
«Vedere lo scudetto sulla maglia dell’Inter mi fa rabbia», dice Fabio Cannavaro alla Repubblica (5 agosto). Il capitano della Nazionale se ne deve fare una ragione. Moratti ha conquistato lo scudetto nel modo con cui Occhetto e Segni volevano vincere le elezioni nel 1994 (e c’è anche un legame concreto tra i due casi: l’ineffabile opera del dottor Francesco Saverio Borrelli). Solo che Achille e Mariotto erano fra i pochi italiani ancora più sprovveduti del simpatico Massimo nerazzurro. ´´´ «Occorre inviare una forza internazionale che abbia la caratteristica di una netta neutralità tra Israele e il mondo arabo», dice Ugo Intini al Corriere della Sera (4 agosto). Una forza nettamente neutrale. Che deve disarmare, però, Hezbollah, non Tsahal. ´´´ «Ci sono forze politiche centrali che stanno cercando una legittimazione nelle gerarchie ecclesiastiche e per farlo recepiscono quelle istanze senza filtro. L’esatto contrario di quel che faceva la Dc, che mediava le spinte delle gerarchie», dice Franco Giordano, segrerario del Prc alla Stampa (7 agosto). Incontenibile la nostalgia dei rifondaroli. Non solo per Fidel Castro ma anche per la vecchia Dc. ´´´ «Il sospetto killer legato a una sedia viene seviziato da un agente a colpi di erotiche leccate sul collo. L’autrice giura che è il sistema usato con i camorristi, e può essere; ma ci auguriamo vivamente che nessun incensurato in assenza di prove subisca un simile trattamento», scrive sulla Stampa Alessandra Levantesi, riferendosi al film Mare nero di Roberta Torre (7 agosto). Se sei pregiudicato o ci sono prove evidenti contro di te, ti si può leccare a piacere. Garantisti sì. Ma ci sono dei limiti. ´´´ «Come possiamo far crescere in noi questa qualità morale se l’eccessiva tutela della privacy non ci fa più temere (vereor) l’esposizione (gognam)?» si chiede Umberto Galimberti sulla Repubblica delle donne (5 agosto). Galimberti spiega (denunciando il pericolo di un loro ridimensionamento) che senza le intercettazioni selvaggiamente diffuse da tanti pm non c’è più la gognam. Ille est horribilis or demens? Or etiam unum et alterum? ´´´ «Ora è chiamata a un nuovo passaggio identitario che comporta una riflessione su aspetti del profilo politico culturale della stessa socialdemocrazia», scrive, riferendosi alla sinistra, Umberto Ranieri sul Riformista. (7 agosto). Ranieri è un uomo delizioso ed è politico colto, cortese, intelligente, perfettamente adatto a conquistare i cuori e le menti dei suoi elettori. Forse più le menti, perché i cuori – mentre si è concentrati a comprendere i suoi complessi concetti – un po’ si raffreddano. ´´´ «Se il Parlamento non viene messo nelle condizioni di discutere, lo scontro si trasferirà nelle piazze», dice al Corriere della Sera Gianfranco Fini (1 agosto). Fini è sempre più bravo ma in qualche occasione soffre della sindrome di Stoccolma: si esprime con i termini che i suoi avversari vorrebbero usasse. Il concetto avanzato da Gianfranco Fini va proposto così: «Se la maggioranza del centrosinistra continuerà con questo andazzo, organizzeremo possenti manifestazioni democratiche (aggiungerci anche un “e antifasciste” sarebbe perfetto) in difesa del ruolo del Parlamento». Si vede che gli manca l’assistenza di Salvo Sottile. Un capace portavoce. Peccato, solo, che fosse anche un po’ troppo porcavoce. ´´´ «Sono particolarmente fiero di avere contribuito con lui alla strenua difesa di Rcs», dice, in occasione delle dimissioni dell’amministratore delegato Vittorio Colao, il presidente del gruppo editoriale del Corriere della Sera Piergaetano Marchetti a Finanza e Mercati (21 luglio). Anche Sergio Marchionne (Fiat), Alberto Nagel e Renato Pagliaro (Mediobanca), Giovanni Perissinotto e Sergio Balbinot (Generali), Matteo Arpe (Capitalia), tutta gente abituata a fare soldi invece che a buttarli, e manager di società coinvolte nella proprietà del Corriere, probabilmente si sentono ugualmente fieri. Magari se si fosse persa qualche copia in meno.
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