Secondo l’“Economist” solo in 43 nazioni sulle 76 che andranno al voto nel 2024 saranno garantite elezioni libere. L’Occidente farà bene a prendere coscienza del dato senza inseguire illusioni
Protesta davanti alla Casa Bianca contro la guerra a Gaza, 4 novembre 2023 (foto Ansa)
Il 2024 verrà ricordato come l’anno della più vasta tornata elettorale della storia moderna. Tra elezioni politiche e amministrative si recheranno alle urne più di 4 miliardi di persone, il 51 per cento della popolazione globale. Tutti i continenti saranno toccati: dalle Americhe, con Stati Uniti, Messico e Brasile, passando per l’Unione Europea, con le elezioni al Parlamento europeo, e l’Africa dove saranno chiamati al voto 18 paesi, fino alla Russia, ai giganti asiatici come l’India e il Bangladesh e all’Australia.
Quale equilibrio uscirà dal voto è uno degli interrogativi più complessi cui politologi e analisti stanno provando a rispondere. Sono almeno tre i fattori da considerare. Innanzitutto, la distinzione tra elezioni libere e quelle campagne elettorali che si svolgeranno in condizioni democratiche ibride o in contesti autoritari. Secondo l’Economist, solo in 43 nazioni sulle 76 al voto saranno garantiti i pieni requisiti democratici.
Pesi diversi, diverse misure
Il secondo cri...