No al razzismo, sì ad Hamas
Tahar Ben Jelloun, scrittore marocchino di lingua francese, è l’autore francofono più tradotto e letto del mondo. Autore di una quarantina di saggi e romanzi, ha vinto nel 1987 il premio Goncourt con La nuit sacrée. In Italia il suo libro più noto è Il razzismo spiegato a mia figlia, che gli ha meritato il premio Global Tolerance da parte dell’Onu. Dopo una permanenza trentennale a Parigi, lo scrittore è recentemente rientrato in patria «perché la qualità della vita è migliore dopo l’ascesa al trono di Mohamed VI e voglio accompagnare il movimento del Marocco che cambia».
Signor Ben Jelloun, lei è un cantore della società multiculturale, vista come occasione di arricchimento, ma oggi in Europa il multiculturalismo è accusato di avere distrutto le identità culturali nazionali sostituendole con ghetti identitari. Cosa risponde?
Il multiculturalismo e la società multirazziale fanno paura alla gente che non è abituata alla mescolanza. La mescolanza per loro è l’incognito, e l’uomo in generale ha paura dell’incognito. Oggi l’Europa ha bisogno di giovani che mettano al mondo figli, e sono gli stranieri o i figli di stranieri che hanno il compito di cambiare il paesaggio demografico dell’Europa. In verità quel che fa più paura è l’islam, quando è sviato dalla sua strada pacifica e umanista. Bisogna evitare di creare ghetti, che sono un pericolo: il comunitarismo è una somma di differenze, non una mescolanza di differenze. Un multiculturalismo riuscito è quello che coltiva le ricchezze provenienti da ogni luogo.
Le due edizioni del suo libro Il razzismo spiegato a mia figlia hanno venduto centinaia di migliaia di copie in tutto il mondo, Italia compresa. Eppure le violenze razziste, verbali o materiali, sono in aumento in Francia e in altri paesi europei. Come lo spiega?
Se bastasse un libro a fermare il razzismo, sarebbe già stato scritto. Il mio libretto spiega le cose essenziali e banali, dà ai bambini degli elementi per comprendere la società e anche per imparare a difendersi dalla stupidità del rifiuto. Il razzismo è vecchio quanto l’umanità. Ma quello che succede da un po’ di tempo è che i militanti razzisti non hanno più paura di manifestare e difendere pubblicamente le proprie idee. Se ne parla più di prima. È per questo che si ha l’impressione che il razzismo stia aumentando.
Lei ha detto varie volte che per arrestare la deriva dell’islam verso l’integralismo sono necessarie tre cose: sviluppo economico, educazione e democrazia. Però oggi l’introduzione della democrazia nei paesi arabi porterebbe fatalmente al potere i movimenti islamisti, come è successo in Palestina dove le elezioni sono state vinte dagli integralisti contro i laici. Come si esce da questo vicolo cieco?
Bisogna precisare che cos’è la democrazia: anzitutto non è solo una tecnica, non basta andare a votare per essere democratici. La democrazia è una cultura, una civiltà che ha bisogno di tempo per essere praticata e insegnata. Per me la democrazia è accompagnata da una visione progressista della società, poiché essa è portatrice dei valori del rispetto, del diritto, della cultura ecc. Se Hamas è al potere in Palestina non è colpa della democrazia, ma è il risultato di una politica israeliana ingiusta e assassina che ha incoraggiato il popolo palestinese ovvero una componente di questo popolo ad affidarsi ad Hamas. Israele ha agito in modo da incoraggiare l’emergere dell’estremismo per giustificare i suoi interventi distruttivi, poiché per questo Stato si tratta di terroristi, e dopo l’11 settembre Bush ha ordinato di dare la caccia ai terroristi anche se si tratta di resistenti a un’occupazione scandalosa.
michelle.nouri@infinito.it
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!