No cara Inter, l’applauso ideologico te lo scordi

Ora ho capito perché non sopporto l’inter, almeno quest’anno. Non è un problema tattico e neanche tecnico. Non è neanche un problema di Massimo Moratti che mi è perfino simpatico. Non è un problema di Roberto Mancini: gli voglio bene anche se se la tira un po’ troppo (e pensare che da ragazzo era timido e indifeso). Il problema è che sono vent’anni che non vince niente e ora finalmente acchiapperà il tanto sospirato scudetto. Però non solo vuole vincere, vuole pure stravincere. Vuole il titolo, gli applausi e pure la certificazione intellettuale. Insomma: bravi, bene e siete pure ideologicamente nel giusto.
Nell’ambiente nerazzurro si irritano moltissimo se gli altri sordidamente cercano di far passare l’idea che si tratti di un campionato svalutato causa penalizzazioni assortite e cancellazione della Juve. All’Inter s’indignano, spiegano, filosofeggiano. Vorrebbero, in definitiva, che tacessero pure le chiacchiere da bar. Ma per favore. Pensate a Madama la Juve. Per anni ha zanzato scudetti tra gli insulti di trequarti del paese e l’avete mai vista indignarsi per i cori di “ladri, ladri”? Incassava, si fermava all’autogrill per un Camogli e via, verso nuove e stupefacenti avventure.
E voi lì che non ve ne andate se non vi danno pure la pacca sulla spalla. Ne avete di strada da fare.

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