No, non è la Rai

Di Scroppo Erica
05 Luglio 2000
Mentre in casa Rai fervono i consueti (e rispettabili) giochi di potere, è quasi un secolo che in Gran Bretagna va in onda la BBC, modello di tv pubblica ma non statale. Contributo per un dibattito sulla sussidiarietà televisiva

Spesso la stampa straniera riferendosi ai canali e programmi della BBC li chiama televisione o radio di “Stato”, cosa che indispettisce gli inglesi e rivela come sia scarsa la competenza anche presso coloro che si ritengono esperti.Certo la definizione viene usata per contrasto rispetto ai canali commerciali e non e` facile capire e ancor meno definire il complesso rapporto di poteri ed equilibri che sta alle spalle di questa antica e grande istituzione.

Fondata oltre 77 anni fa, la BBC e` ovunque considerata come la migliore radiotelevisione del globo; buona parte dei suoi proventi – avendo zero pubblicità – provengono dalla vendita dei suoi programmi (o dei libri e video ad essi ispirati) documentari e film in particolare, che sono poi ritrasmessi nel mondo a volte come parte di altri programmi nazionali (vedi Quark in Italia). Ha cinque programmi radio nazionali, il World Service e un’infinità di programmi regionali e locali più due canali televisivi.

Scozia, Galles e Nordirlanda hanno programmi propri speciali e in Galles Le trasmissioni sono in lingua indigena. BBC, cioè azienda gestita con dinamica apertura al mercato, con due canali televisivi normali e diversi altri via cavo e satellitari, alcuni dei quali in comproprietà con aziende americane. Ogni programma radio ha una sua configurazione e una propria audience: Radio 1, la piu popolare, con musica pop e quiz; Radio 2 con molta musica anniâ60, folclore e jazz; Radio 3 con tanta musica classica e letteratura; Radio 4, che oltre ad aver un giornale radio ogni mezz’ ora fino alle 9 del mattino (e poi uno ogni ora) propone commenti e servizi dettagliati ogni 2 ore, con varietà di argomenti che spazia dai servizi e commenti politici, a storia, scienza, medicina e religione; Radio 5 è soprattutto sport.

Analoga suddivisione per i canali televisivi: BBC 1 è il canale più popolare con film e programmi per le masse non troppo sofisticate (soap, commedia di costume con storie che continuano da decenni, film di cassetta, spettacoli all’americana; BBC 2 è il canale dell’innovazione e della flessibilita, con film stranieri in lingua originale, documentari storici e scientifici, inchieste, concerti classici, opera, teatro.

Insuperabili restano i tg, i notiari, le trsmissioni di commento politico, i documentari storici e scientifici e i programmi per ragazzi.

Il silicone nelle labbra o in altre parti del corpo non sono elementi contemplati tra i requisiti delle giornaliste ma nemmeno di altre figure meno intellettuali. Obbligatoria è invece la promozione forzata (a base di massicce dosi di discriminazione in positivo, positive discrimination) di giornalisti, presentatori, conduttori, produttori, mezzibusti membri delle varie minoranze etniche.

Ma se la BBC non è di Stato e non è privata, allora cosa diavolo è? E’, grosso modo, come una società mista data in franchise o in leasing dallo stato a un comitato che deve rendere conto prima di tutto al pubblico e alle sue varie audience del suo operato e, inoltre, deve assicurare la crescita del fatturato. Quando nel 1927 la BBC divenne un organismo pubblico fu stilata la sua prima Royal Charter per “offrire le trasmissioni come servizi pubblici”.

Questa carta è oggi rinnovata ogni 10 anni. Il prossimo appuntamento è il 2006. Il canone è di circa 100 sterline annue (300.000 lire), è pagato da 22 milioni di utenti e produce un introito di 2,1 miliardi di sterline.

Attualmente si registra una forte e diffusa resistenza al canone, perché si sostiene che senza competizione si abbassa la qualità. A tutt’oggi per˜â nonostante la martellante concorrenza dei canali privati, via cavo, satellite e TV digitale la Bbc è sempre la preferita dal 42% del pubblico, seguita dalla commerciale ma ottima ITV che raccoglie il 32% dei favori (ma ha solo un canale).

La BBC impiega oltre 23.000 persone di cui 2000 giornalisti. Ai vertici della corporation stanno 12 governor, il cui compito è di controllare e vigilare che la charter sia rispettata e che qualità e servizio al pubblico a scopo informativo-educativo restino il perno di questo gigantesco media business che si dichiara “organizzazione culturale il cui compito è educare, informare e intrattenere”.

I governor nominati dalla regina su indicazione dei ministri sono uomini e donne appartenenti alla categoria dei “great and good”, persone di chiara fama nei settori più vari, dalle arti, alle professioni liberali, dall’industria allo spettacolo, membri delle minoranze etniche e religiose. Si riuniscono ogni 15 giorni, sono impiegati a metà tempo e sono responsabili rispetto al pubblico e garanti che la BBC rispetti la legge, la Royal Charter e resti indipendente.

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