No, vogliono ridurla a un oratorio

Di Zottarelli Maurizio
14 Giugno 2000
L’opinione di Sandro Gigliotti, leader storico della Gilda nelle scorse settimane dimissionato per mano dell’ala dura dei Cobas

E’ forse l’organizzazione scolastica che più di ogni altra in questi anni ha combattuto senza tregua i riformismi à la page del ministero della Pubblica istruzione. E per la Gilda l’anno degli insegnanti finirà all’attacco come era cominciato, nonostante l’esautorazione all’ultimo congresso nazionale del suo fondatore e leader storico, Sandro Gigliotti. “E’ stato un colpo di mano dell’ala più radicale dell’organizzazione – spiega Gigliotti – e ora il rischio è che la Gilda si schiacci sulle posizioni dei Cobas”.

L’ufficiale Gigliotti torna in fanteria, ma il morale della “truppa insegnanti” non è che migliora perché vanno di scena i Cobas…
Il disagio degli insegnanti ha innanzitutto una ragione economica di fondo: questo è l’unico paese al mondo dove gli insegnanti sono pagati meno di bancari, autisti di autobus, cuochi…
Nella logica della domanda e dell’offerta i numeri dicono che siete troppi …
D’accordo, abbiamo sbagliato mestiere. Li tirate su voi – giornalisti, bancari, autisti, politici, cuochi – i giovani? Non si arrabbi. Spieghi piuttosto: che significa oggi, nella scuola italiana, “tirar su i giovani”? Oggi significa una pletora di attività curriculari: educazione alla salute, al traffico, alla socialità, alla sessualità, alla legalità… Tutto a discapito dello studio dell’italiano, della matematica, della fisica… E così i docenti finiscono per assorbiti da attività relazionali e adempimenti burocratici: dalla preparazione delle gite, all’attività progettuale, ai vari Pof, i disgraziati piani dell’offerta formativa. Ovvio che un professore non sappia più bene quale sia la sua funzione. Ecco, la scuola sta diventando un gigantesco oratorio parrocchiale che accudisce e fa socializzare.

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