NOI STESSI, MISURA UNICA
Isabelle commenta l’abbandono della figlia di 8 anni al padre B. Henri-Levy: «Nessuno mi poteva costringere ad essere una sposa e una madre. La nascita di Justine è stata come un raggio di sole nel mio animo. Ma il guaio è che il mio modo di vivere non corrispondeva all’avvenimento». La notizia è presa da un vecchio ritaglio di giornale, ma la sincerità spiazzante delle parole è il sentire comune del momento. Tutto ciò che hanno detto le menti illuminate a proposito del Papa, e l’aborto e il divorzio e la donna sacerdote (non pensiate a qualcosa di nuovo: in un ritaglio del 1989, G. Zincone già dissertava sul fatto che viene negata «alle femmine la dignità sacerdotale»), non è forse questo? – sì, abbiamo visto noi sapienti il raggio di sole che è stato il Papa per tutta questa gente, per un secondo l’abbiamo visto anche noi, ma facciamo capire a questi poveretti che ci ascoltano che dobbiamo puntare gli occhi sul nostro modo di vita, sul nostro pensiero, il nostro desiderio. Ricordiamoglielo prima che quelli si chiedano perché quell’uomo era così, «sono lieto», prima che si immedesimino con la sua vita, «siatelo anche voi», e adattino il proprio modo di vivere al fatto che lui ha reso presente -. Così, come una madre davanti al figlio, almeno fino ai giorni nostri.
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