Noir ai tempi di Aristotele
Una ricca ereditiera rapita. Gli uomini che le giravano intorno ritrovati uno dopo l’altro cadaveri. E a tentare di sciogliere l’enigma un’insolita coppia di investigatori: Aristotele (sì, proprio lui, il filosofo) e il suo amico Stefanos. Una Dallas ambientata nell’Attica del IV secolo avanti Cristo, dove le grandi famiglie che si contendono il controllo del traffico dell’argento si rivelano abissali nidi di vipere. Il libro della Doody (quando non scrive romanzi insegna Letteratura comparata all’Università di Notre-Dame, Indiana) è dunque un noir con tutti i crismi. Ma è anche, insieme, garbatamente, una passeggiata nella mitologia greca, un dialogo con i grandi tragici (Euripide in testa), un saggio sulle forme letterarie, una disputa filosofica. Che si conclude con una clamorosa vittoria della passione aristotelica per il mondo reale e concreto nei confronti dell’amore platonico per le forme ideali.
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