NON C’E’ LIBERTA’ SENZA REALTA’
«Un conto è dire: “Io non lo farei”, altra cosa è passare al “tu non lo devi fare”». Va dato atto al segretario dei Radicali, Daniele Capezzone, di aver sintetizzato con questa cantilena l’unico vero argomento che contraddistinguerà la propaganda dei referendari contro la legge 40.
Il fatto è che questo slogan è falso. è un’idea di libertà e tolleranza a somma zero quella di chi sostiene che ciò che conta è concedere agli altri ciò che non convince noi per primi e, forse, ci pare pure un po’ sbagliato. Un’astrazione che trasforma il mondo in un contenitore, non di libertà in azione, ma di libertà paralizzate e indifferenti l’una alle altre. è l’abolizione per principio di qualunque ipotesi di ricerca e, dunque, l’affermazione dogmatica che non esiste possibilità di verifica alcuna di fatti obiettivi, ovunque trionfando il relativismo e l’opinabilità più assoluta. Ma un mondo così non esiste. Esiste solo nella propaganda.
Il massimo esperto di embriologia del mondo, Scott Gilbert, ha scritto senza mai essere stato contestato e scientificamente contraddetto, che «la fecondazione è l’inizio dell’esistenza di un nuovo organismo». Senza soluzione di continuità quel nuovo organismo diventa quello che ognuno di noi vede guardandosi allo specchio. Chi gioca sul romantico richiamo al “vietato vietare” volendo far passare per oscurantisti o talebani coloro che sostengono che l’embrione è una persona, opera, semplicemente, una mistificazione. Lo chiamano “vita”, “preembrione”, “ootide” per non fare i conti con la semplice realtà dei fatti, concedendosi pure il lusso di apparire come i difensori della libertà di ricerca e della libertà tout court. Ma la loro è una libertà senza dati, senza limiti, senza prove, senza tempo. è la libertà di un dio. Roba che a un ateo radicale dovrebbe far venire qualche dubbio esistenziale.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!