Non per dovere, ma per piacere

Di Respinti Marco
20 Settembre 2001
Se non fosse serissima, la globalizzazione avrebbe stancato. Soprattutto le sue riduzioni sloganistiche in carta patinata.

Se non fosse serissima, la globalizzazione avrebbe stancato. Soprattutto le sue riduzioni sloganistiche in carta patinata. L’11 settembre, però, spazzando lustrini e cotillion, si è brutalmente incaricato di riportarci alla vera sostanza dei no logo, antiglobal e “USA e getta”. Discettare oggi di globalizzazione, antiglobalizzazione, globalismo e terzomondismo dalle pagine di qualche periodico serio (o serioso) potrebbe apparire lontano anni-luce dalla realtà, ma soprattutto inutile e parvenu. Eppure, nemmeno la più crudele delle guerre guerreggiate può impedire agli uomini di riflettere.

Il numero di settembre-ottobre di Fondazione liberal (Fl), diretto da Ferdinando Adornato, è stato pensato, scritto, composto e pubblicato assolutamente prima dell’11 settembre, con il titolo L’Occidente di Wojtyla. Economia e morale nella globalizzazione. Non merita segnalazione perché noblesse oblige, perché non possiamo non occuparci della testata di uno che conta, perché alcuni lettori di Tempi si aspettano che Tempi parli di una rivista dove si parla (e bene) del Papa. Questo fascicolo di Fl merita invece lettura attenta perché mette al fuoco carne di qualità e in misura giusta, certo cucinandola come è capace, ma senza dubbio ampliando il menù delle pietanze disponibili con gusti e sapori che né stonano, né appesantiscono.

Scrivono Sergio Belardinelli, Paolo Terenzi (a introduzione di brani di encicliche di Giovanni Paolo II), Lorenzo Ornaghi, Vittorio Strada, George Weigel, André Glucksmann, Biagio de Giovanni, Stanislaw Grygiel, Sergej Averincev, Ernst Nolte, Emanuele Severino, Nikolaus Lobkowicz, Franco Cardini, Marco Tronchetti Provera, Milton Friedman (intervistato da Paolo Mastrolilli), Robert A. Sirico, Angelo Scola, Cesare Romiti, Carlo Caffarra, Luigi Negri, Vincenzo Paglia, David Rosen, Amel Grami, Edoardo Boncinelli, Alessandro Maggiolini, Mario Luzi, Paul Poupard, Giulio Andreotti, Aleksandr Solzenicyn (intervistato da Strada), Fausto Bertinotti e Karl Ballestrem.

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