Per non perdere la bussola

Di Tempi
02 Novembre 2006

Quella rotta dura senza paura. Detta così, può sembrare uno scherzo, ma i navigatori satellitari hanno fatto scuola nel grande pubblico, oltre che la fortuna di alcuni produttori specializzati come Garmin, TomTom e Navman, nonché dei marchi “generalisti” dell’elettronica di consumo, da LG a Sony, passando per gli esperti dell’autoradio come Blaupunkt o delle guide, tipo Michelin. È un boom che l’anno scorso ha superato i 7 milioni di pezzi nell’area di mercato che comprende l’Europa, il Medio Oriente e l’Africa e ha per protagonisti assoluti i modelli portatili, di quelli che li accendi (fissandoli sul parabrezza con dei supporti normalmente forniti con il prodotto) e cominciano a guidarti lungo le strade d’Italia e d’Europa. E una volta scesi dalla macchina, possono essere utilizzati come lettore mp3 per ascoltare la musica, visualizzare le immagini (in formato jpeg) o, per gli irriducibili delle passeggiate con guida, anche come indicatori pedonali. La loro caratteristica fondamentale è di includere un ricevitore Gps che consente di localizzare il veicolo: interagendo con le mappe precaricate nel dispositivo, il comando vocale guida l’automobilista passo passo fino al raggiungimento della meta, mentre il display, da 3 pollici o poco più, riproduce il percorso seguito attraverso una mappa interattiva a tre dimensioni. Dopo l’esplosione sul mercato di queste bussole del 2000, avvenuta in Italia circa due anni fa, la tecnologia si è evoluta, sia dal punto di vista della velocità di calcolo del percorso indicato, sia con la disponibilità di una serie di servizi aggiuntivi molto utili quando si viaggia: dai ristoranti agli hotel alle località di rilievo artistico.

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