Non più zuffe sanguinose,ma un progetto espulsione

Di Von Dohnanyi Germana
02 Febbraio 2000
Non più zuffe sanguinose, ma un progetto espulsione

Nell’isola di Lombok, dove sorge il capoluogo delle Molucche Ambon, i famigerati machete sono nuovamente tornati alla ribalta della cronaca, una dozzina di chiese sono state distrutte e copie della Sacra Bibbia sono state date alle fiamme. Alle fiamme sono state date anche alcune abitazioni, bar e ristoranti della zona turistica di Senggigi, mentre i maggiori alberghi dell’isola, completamente evacuati, si sono autoproclamati “proprieta’ islamica” nella speranza di sottrarsi alla furia selvaggia di bande di facinorosi musulmani. “I musulmani hanno abbattuto la porta e ci hanno cacciati con le spade, -ha dichiarato il reverendo Simon Simonjuta- poi hanno gettato tutto in strada ed hanno appiccato il fuoco. Ho pianto quando hanno bruciato la Sacra Bibbia”.

La popolazione cristiana ha intanto evacuato in massa l’isola di Lombok. I piu’ ricchi, prevalentemente di etnia cinese, hanno addirittura noleggiato piccoli aerei per fuggire mentre altri, fra cui i turisti, si sono affidati ai piu’ economici traghetti per raggiungere la vicina ed induista isola di Bali. In teoria avrebbero dovuto essere protetti dalle centinaia di militari spediti in tutta fretta da Giakarta per reprimere la violenza. In pratica, invece, gruppi di musulmani con il tradizionale copricapo bianco hanno potuto bloccare le vie di accesso al porto per cercare cristiani fra le macchine in coda.

C’è aria di strumentalizzazione a Lombok, dove i recenti scontri non sono il frutto di spontanee diatribe fra gruppi rivali, che hanno peraltro gia’ causato piu’ di duemila morti lo scorso anno alle Molucche. La selettivita’ con la quale sono state ultimamente scelte le case da bruciare, tutte cristiane, e il fatto che sono solo i cristiani a fuggire, induce infatti a ritenere che i recenti attacchi siano accuratamente mirati e programmati: un’ipotesi avvalorata anche dal fatto che la “Islam Defense Forum’, un’organizzazione di musulmani radicali, ha inviato 400 volontari ad Ambon per tenere ‘sotto pressione’ la comunita’ cristiana. Cosa che, peraltro, e’ puntualmente avvenuta, con tutte le relative conseguenze. Si parla di cinquecento morti in quest’ultimo mese di scontri nelle Molucche.

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