Non si butta via niente

Di Manes Enzo
19 Aprile 2007

L’intuizione è di fine 2005. Maurizio Bazzo, in continua ricerca di novità intriganti, pensa di costituire un laboratorio denominato Inglass-lab muovendo da considerazioni legate alle valenze estetiche e strutturali di alcuni polimeri plastici, utlizzati in azienda durante i test per la certificazione degli stampi. Ricorrendo ad alcuni scarti di produzione in policarbonato come soggetto fotografico per la preparazione di brochure aziendali, matura l’idea di coinvolgere dei creativi allo scopo di studiarne applicazioni innovative. A partire da gennaio 2006 in Inglass-lab confluiscono tutte quelle iniziative di sperimentazione sui materiali appartenenti al ciclo produttivo dell’azienda (metacrilato, policarbonato, grafite, acciaio) rivolte in primo luogo al mondo del design e dell’architettura, ma poi sempre più focalizzate sull’arte contemporanea attraverso il coinvolgimento diretto di artisti in azienda. Un esempio lo si coglie già all’ingresso di Inglass. Dove si trova un’installazione di cinque metri di Enrico De Paris costituita da vetro, acciaio, led luminosi, monitor, fanali ed altri materiali recuperati dal ciclo produttivo dell’azienda. L’opera è sospesa davanti ad un vasto pannello retroilluminato.

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