Non solo ecologia
Il nostro benessere, il nostro stesso futuro sono strettamente dipendenti dalla qualità dell’ambiente in cui viviamo. Su questo sono tutti d’accordo. Non tutti sono d’accordo invece su cosa significhi “qualità dell’ambiente”. Per qualcuno un buon ambiente è quello in cui l’insieme degli esseri viventi è libero di vivere e svilupparsi senza interferenze: un mondo in cui la presenza dell’uomo è un’interferenza e può essere considerata addirittura “un cancro”. E c’è poi chi ritiene che l’uomo non sia solo un animale più sviluppato, ma un essere dotato di qualcosa in più: qualcosa che a me piace chiamare “anima”, e ad altri piace chiamare “ragione”: qualcosa di unico e di essenziale. Un buon ambiente
sarà allora quello che garantisce le migliori condizioni per la vita umana. Questo atteggiamento deriva da una cultura che, nel riconoscere la centralità dell’uomo rispetto all’universo, richiede che essa venga esercitata in armonia con lo stesso creato e con senso di responsabilità.
Dell’universo l’uomo infatti è custode, non despota; e ha l’impegno di consegnare ai suoi discendenti un mondo almeno non peggiore di quello che ha trovato. Si può pensare in questo modo per adesione al cristianesimo,
ma anche partendo da una visione laica, o addirittura atea, della vita: basta l’uso corretto della ragione. Ogni uomo che sia dotato di una coscienza rettamente formata, quindi che sia veramente e completamente libero,
può arrivarci. Va però confermata la stretta connessione
tra libertà e responsabilità. L’una non esiste senza l’altra:
la responsabilità si sostanzia di libertà, la libertà si sostanzia di responsabilità. Gestire responsabilmente la libertà significa assumersi la responsabilità di operare secondo un complesso di norme generali dalle quali far discendere le regole da applicare nei singoli casi concreti.
Questa procedura porta a individuare quel complesso
di convinzioni – e di regole che ne derivano – che chiamiamo etica. Anche per quanto riguarda la tutela e la
gestione dell’ambiente occorre perciò che individui
e amministrazioni individuino, definiscano, proclamino e quindi mettano in pratica un’etica, che dovrà essere conosciuta prima, applicata poi, al fine di garantire comportamenti corretti e conseguenti. Proprio a questo processo mi riprometto di dare un contributo con la presente rubrica.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!