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Non c’è solo Netflix. Così possiamo aiutarci ad aprire finestre sul mondo

Di Massimo Camisasca
26 Giugno 2023
Lettere a Camisasca e risposte del vescovo su: come vincere la “noia” della fede, il senso del “senso religioso” e una novità per i prossimi mesi
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Foto di Glenn Carstens-Peters per Unsplash

Per inviare lettere e domande a monsignor Camisasca: lettereacamisasca@tempi.it (non più di 1.000 battute).
* * *
Caro monsignore, dopo molti anni di zoppicante ma tendenzialmente continua “obbedienza cristiana” mi sembra di trovarmi di fronte a un nemico molto insidioso, forse il più insidioso affrontato fin qui, uno capace di mettere seriamente in crisi la mia fede: la noia. Non saprei come altro chiamarla. Come se tutta la verità vissuta nella Chiesa fosse ancora lì, vera e positiva come sempre, ma non fosse più capace di suscitare in me quell’attaccamento che fa cambiare il modo di pensare, di vedere le cose, di agire. I miei amici “ciellini” direbbero forse: ricorda che il cristianesimo è un avvenimento e quindi è ai fatti che devi attaccarti, altrimenti finirai per scappare con la segretaria. La metafora è simpatica, lo ammetto, ma lo sconforto rimane: cosa vuol dire attaccarsi ai fatti quando i fatti diventano noiosi?
[Lorenzo V. via email]
La noia nasce nella vita quando ci abi...

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