Non vagabondi ma pellegrini

Di Tempi
19 Giugno 2003
Giorgio Paolucci, Trentamila in marcia verso Loreto, Avvenire, 14 giugno

Giorgio Paolucci, Trentamila in marcia verso Loreto, Avvenire, 14 giugno.
Giancarlo Vecerrica, vescovo di Fabriano – Matelica, intervistato: «Non siate vagabondi, ma pellegrini. Camminare senza direzione, come appunto un vagabondo, non fa scoprire nulla, essere pellegrini significa desiderare una meta. Questo desiderio è ciò che unisce chi accetta il nostro invito a camminare verso il destino buono che Dio ha voluto per ogni uomo. A camminare si fa fatica, ma molti possono testimoniare che ne vale la pena perché hanno intuito cosa c’è alla méta».

Jeff Chu, O Father, where art Thou?, Time, 16 giugno.
“Dove se ne è andato Dio?”. Con questo titolo, il prestigioso Time ha fatto copertina questa settimana. Il lungo articolo si può sintetizzare così: i vecchi luoghi di culto – le Chiese – sono ormai deserti, solo i turisti continuano a riempirli. Tuttavia, il risveglio religioso di questi tempi è innegabile: da dove viene? Verrebbe dai raduni giovanili, in particolar modo le “Giornate” papali della gioventù; dagli “ambienti alternativi” come gruppi gay o femministi; da una spiritualità privata, vissuta soprattutto nelle pareti domestiche ed espressa in momenti di riflessione sulla vita. In quanto obsoleto, dunque, si può comprendere che il Cristianesimo non venga citato nella Costituzione europea.

Commento
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, dice il proverbio. La mentalità prevalente di oggi è sorda e, di conseguenza, muta, cioè incapace – per l’ostinato rifiuto a riconoscere ciò che le preesiste – di esprimere un’identità vera. Il Papa, che raduna migliaia – e addirittura milioni – di persone ogni volta che interviene pubblicamente; i numerosissimi santuari mariani presi d’assalto nelle celebrazioni domenicali; le messe feriali nelle nostre parrocchie, regolarmente frequentate non da folle, ma frequentate, anche se il precetto è solo per la domenica. Vi sono poi fenomeni imponenti, come il Pellegrinaggio da Macerata a Loreto, che anche quest’anno – da 25 anni – ha confermato la fede non come exploit, ma come miracolo, anzi, doppio miracolo: fatto straordinario e che straordinariamente si ripete. «Non siate vagabondi, ma pellegrini», ha detto don Giancarlo Vecerrica: alle chiese sono diretti i pellegrini, siano le parrocchie – per tutti i giorni -; o i grandi santuari – per occasioni particolari. Appunto: esempi per tutti; non l’eccezione di un esempio. Il tempo – da cui la rivista Time prende il nome – è il miracolo del ripetersi dell’Essere, di cui noi partecipiamo e di cui le chiese e i santuari, così diffusi nella nostra Europa, continuano a costituire traccia sensibile. Infatti, sono ancora aperte e abitate dalla fede, per valutare la quale non c’è bisogno di un conta-persone, ma di persone che ci contano.
In breve, dalla stampa – dal 9 al 16 giugno 2003

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