Nostre corrispondenze
In Turchia proliferano dietrologia e scandalismi sul Papa
ankara Il canale televisivo turco Kanal D ha iniziato il 21 novembre, per tutto il periodo della visita del Papa, una emissione scandalistica quotidiana sul Vaticano. Nella prima puntata, in onda alle ore 19, gli argomenti trattati erano gli «angeli del Papa» (le guardie svizzere) che hanno giurato di morire per difendere il pontefice, le risorse finanziarie del Vaticano, l’automobile e il garage privati del Papa. Contemporaneamente è apparso il libro del giornalista Hasan Ta¸skin Lo scenario del Vaticano sulla Turchia, costretta a convertirsi al cristianesimo per diventare membro della Ue. Il libro descrive «i piani dei missionari per invadere la Turchia», le loro strategie e quali sono le forze segrete che li sostengono secondo un rapporto del Mit, il servizio segreto turco; infine il ruolo del Vaticano in tutto ciò. Secondo il libro l’obiettivo dei missionari è di fare dell’Anatolia un paese del Vangelo.
I cattolici italiani non dimenticano i tre cristiani giustiziati in Indonesia
roma Numerose Messe in suffragio dei tre cristiani indonesiani di Poso giustiziati il 22 settembre scorso sono state celebrate in tutta Italia fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre. A Desio (Mi) la parrocchia dei SS. Pietro e Paolo il 22 ottobre scorso ha unito la celebrazione della giornata missionaria mondiale alla commemorazione del trigesimo della morte dei tre cattolici di Poso, presenti tre sacerdoti indonesiani (i padri Leonardus Mali, John Jehuru e Ludgerus Lusi Oke), invitati per dare testimonianza sulla drammatica situazione della Chiesa nel loro paese. Un’altra Messa è stata celebrata a Roma, nella cappella di Santa Monica il 4 novembre 2006. La celebrazione nella capitale è stata preceduta da una presentazione multimediale che ha mostrato le immagini e il testo degli ultimi messaggi inviati dalle vittime ai loro avvocati. Un’altra serie di celebrazioni è culminata in una Messa che si è svolta nella basilica di San Pietro in Ciel d’Oro a Pavia l’8 novembre per iniziativa della comunità locale di Comunione e Liberazione.
La produzione dell’oppio in Afghanistan cresce meno del Pil
kabul Secondo il nuovo rapporto della Banca Mondiale Afghanistan’s Drug Industry il paese di Karzai è di gran lunga il più grande produttore di oppio del pianeta, con 4.100 tonnellate nel 2005, pari all’87 per cento del totale mondiale e ad entrate per 2,6 miliardi di dollari. L’incidenza dell’industria dell’oppio sul Pil totale del paese è però scesa al 26,7 per cento di quest’anno dal 38,1 del 2002, data del primo raccolto dopo la caduta dei talebani.
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