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Inglesi e scozzesi: un sondaggio predice la separazione consensuale
gran bretagna La maggioranza assoluta degli inglesi e la maggioranza assoluta degli scozzesi pensano che Inghilterra e Scozia dovrebbero essere due nazioni indipendenti. È quanto ha appurato un sondaggio di opinione condotto dall’istituto Icm per conto del Daily Telegraph. Il 59 per cento degli inglesi e il 52 per cento degli scozzesi hanno risposto “sì” alla domanda: «Dovrebbe la Scozia diventare uno Stato indipendente?». Il fatto apparentemente sorprendente che gli inglesi favorevoli all’indipendenza scozzese siano più numerosi degli stessi scozzesi trova una spiegazione quando si nota il responso a un altro quesito: alla domanda «La spesa pubblica pro capite è più alta in Scozia che in Inghilterra. Trovate ciò giustificato?», il 60 per cento degli inglesi risponde “no”. Il quadro complessivo è reso ancora più pepato dalla risposta a una domanda sulle lealtà sportive: quando Scozia e Inghilterra giocano a rugby o a calcio contro una nazionale straniera, il 70 per cento degli inglesi dice di tifare per gli scozzesi, ma solo il 48 per cento degli scozzesi dichiara di tifare per gli inglesi.
Pochi stranieri fra gli insorti iracheni. Lo afferma la Cia
langley (virginia) Secondo il direttore della Cia, Michael Hayden, soltanto il 3 per cento degli insorti in Iraq è costituito da terroristi stranieri, essendo tutti gli altri cittadini iracheni. Il direttore della Dia Michael Maples ha precisato che la cifra si aggira intorno alle 1.300 unità. Il numero dei ribelli sunniti operativi oscillerebbe fra 10 mila e 15 mila, concentrati nella provincia di Al Anbar, più un numero indefinito di fiancheggiatori. Le milizie sciite riuniscono fra i 20 mila e i 30 mila combattenti più altro personale di supporto, e parte di esse operano abitualmente contro le forze della coalizione, istituzioni dello Stato e comunità sunnite.
La principale vittima dell’Aids continua a essere il continente nero
africa Continua a essere l’Africa sub-sahariana l’area del mondo maggiormente afflitta dall’Aids, secondo i dati dell’Aids epidemic update 2006 prodotto da Unaids, l’ente Onu specializzato nelle problematiche della malattia. Dei nuovi 4 milioni e 300 mila casi di infezione nel mondo, il 65 per cento sarebbe avvenuto nell’Africa; anche la maggior parte dei decessi dovuti all’Aids quest’anno spetterebbe al continente nero: 2 milioni e 100mila su 2 milioni e 900 mila totali, pari al 72 per cento. In Africa sub-sahariana vivono attualmente 24 milioni e 700 mila sieropositivi e malati di Aids sul totale mondiale di 39 milioni e 500 mila, ovvero 1 milione e 100mila più che nel 2004.
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