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L’intelligence iraniana rifornisce anche i ribelli sunniti in Iraq
Baghdad L’intelligence iraniana sta addestrando e rifornendo non solo i ribelli sciiti, ma anche quelli sunniti in Iraq, e li sta dotando di capacità militari avanzate che non si limitano alla produzione e all’utilizzo di Ied (bombe improvvisate comandate a distanza), ma anche di Efp, proiettili esplosivi assemblati da chi li utilizza, capaci di perforare anche le corazze dei carrarmati Usa, compreso il M1A2. Lo afferma il generale William Caldwell, portavoce del corpo di spedizione americano: «Sappiamo che continua l’addestramento in Iran di elementi provenienti dall’Iraq. Sappiamo che gli Efp vengono prodotti e contrabbandati in Iraq. Sappiamo anche che alcuni gruppi estremisti sunniti hanno ricevuto sostegno da agenti iraniani». Gli Efp avrebbero finora causato la morte di 200 militari Usa.
La religione ha valenza pubblica. Parola del Consiglio d’Europa
San Marino «Un tempo la fede si considerava una questione privata, anche intima», ma «oggi è giusto che le organizzazioni religiose abbiano più importanza che nel passato, visto che hanno la forza di indurre la gente al dialogo e alla comprensione». A valorizzare la dimensione pubblica della fede religiosa e a mettere in discussione con queste parole l’estensione del laicismo alla francese a tutti i paesi europei è stato niente meno che il segretario generale del Consiglio d’Europa, Terry Davis, alla prima conferenza europea su “La dimensione religiosa del dialogo interculturale”, organizzata dalla presidenza sanmarinese del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. All’appuntamento hanno preso parte rappresentanti cristiani (cattolici, protestanti e ortodossi), ebrei e musulmani, Stati membri e osservatori del Consiglio d’Europa, invitati ed esperti di altre istituzioni internazionali.
I poveri sono meno di un miliardo. La prima volta dal boom demografico
Washington Il numero delle persone che vivono in condizioni di povertà assoluta, cioè con un reddito inferiore a 1 dollaro Usa al giorno, è sceso per la prima volta sotto il miliardo di esseri umani nel 2004. Lo scrive World Development Indicators 2007, rapporto della Banca mondiale sullo sviluppo e la povertà nel mondo. I poveri assoluti erano 1 miliardo e 250 milioni nel 1990, sono diventati 985 milioni nel 2004, pari al 18,4 per cento della popolazione mondiale, e con una diminuzione complessiva di 260 milioni in quindici anni. Anche il numero dei poveri relativi (reddito inferiore a 2 dollari al giorno) è in diminuzione, ma essi ammontano ancora a 2,6 miliardi di persone, pari a circa la metà di tutti coloro che vivono nei paesi in via di sviluppo. Fra il 2000 e il 2004 questi paesi hanno mediamente registrato un tasso di crescita economica annuale del 3,9 per cento.
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