Nostre corrispondenze

Di Tempi
06 Settembre 2007

La Chiesa spagnola chiede «la scomparsa dell’Eta»
madrid I vescovi delle diocesi spagnole di Bilbao, San Sebastián e Vitoria hanno reso pubblico un comunicato in cui condannano duramente l’azione terroristica del 24 agosto scorso contro una caserma della Guardia Civil nella città di Durango. I tre presuli spagnoli esprimono il proprio dolore per l’esplosione dell’autobomba che ha ferito due persone e ha provocato ingenti danni materiali, manifestano la vicinanza e la loro preghiera per i feriti e per i loro familiari. Nel terzo punto del messaggio i vescovi affermano: «Vogliamo chiedere ancora una volta la scomparsa dell’Eta». E nell’ultimo punto rinnovano il loro impegno per la pace ed esortano la comunità diocesana a «pregare e lavorare per questa».

Aumenta ancora il numero degli iracheni in fuga, dice l’Onu
ginevra In una conferenza stampa a Ginevra il 28 agosto scorso l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Acnur) ha fatto il punto sul deterioramento della situazione umanitaria in Iraq. Sarebbero 4,2 milioni, in questo momento, gli iracheni che hanno dovuto abbandonare le proprie case a causa degli eventi successivi all’aprile 2003. Il ritmo dell’esodo ha raggiunto le 60 mila unità al mese, 10 mila in più rispetto alla rilevazione precedente, a causa anche del fatto che molti hanno atteso la fine dell’anno scolastico per lasciare la propria area di residenza. Gli sfollati interni sarebbero attualmente 2 milioni, un milione dei quali successivo all’attentato di Samarra nel febbraio 2006. Nei paesi vicini i profughi iracheni sarebbero 1,4 milioni in Siria, fra 500 e 750 mila in Giordania e 40 mila in Europa. L’Acnur ha selezionato per il reinsediamento definitivo all’estero 13.200 iracheni perseguitati e in pericolo di vita in patria.

Il Bangladesh condanna a morte chi uccide i convertiti al cristianesimo
dhaka È stato condannato a morte da una Corte di Dhaka il 20 agosto scorso per aver assassinato quattro anni fa un cristiano convertito dall’islam Mohammad Salauddin, uno dei leader del gruppo islamista militante ora fuorilegge Jamayetul Mujahideen Bangladesh (Jmb). Salauddin si era dichiarato colpevole del delitto ma aveva spiegato per iscritto che l’uccisione era dovuta la fatto che la vittima, Hridoy Roy, era impegnata attivamente nella conversione di musulmani al cristianesimo. Dopo la lettura della sentenza, il condannato ha ripetuto che «il Corano permette di uccidere coloro che convertono dei musulmani al cristianesimo». Sulla testa di Salauddin pende un’altra sentenza capitale per l’assassinio di un altro convertito cristiano nella città di Jamalpur.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.