Nostre corrispondenze

Di Tempi
20 Settembre 2007

Anche sull’Iran gli americani vengono da Marte e gli europei da Venere
washington/1 La vedono allo stesso modo per quanto riguarda la potenziale minaccia atomica dell’Iran e la ricostruzione dell’Afghanistan, ma hanno idee opposte sull’opportunità di usare le maniere forti. L’ultima edizione di Transatlantic Trends, il rapporto annuale prodotto dal Fondo Marshall tedesco degli Stati Uniti sulle opinioni prevalenti in Europa e in America riguardo alle principali questioni politiche, conferma il cliché coniato da Robert Kagan secondo il quale gli americani vengono da Marte e gli europei da Venere. Infatti sia il 64 per cento dei cittadini dell’Unione Europea a 12 che degli Stati Uniti si dichiara favorevole alla missione militare multinazionale di ricostruzione dell’Afghanistan, ma mentre il 68 per cento degli americani è favorevole a usare le truppe per combattere i talebani, solo il 30 per cento degli europei la pensa allo stesso modo. Il 67 per cento degli americani e il 54 per cento degli europei pensano che un Iran nucleare minaccerebbe l’Europa; l’82 per cento degli americani e il 68 per cento degli europei pensano che un Iran nucleare fornirebbe le sue armi ai terroristi. Ma solo il 18 per cento degli europei prende in considerazione l’ipotesi dell’uso della forza contro Teheran, contro un 47 per cento di americani.

Gli esperti di Foreign Policy aprono le porte a Teheran e Hamas
washington/2 Foreign Policy, mensile americano di geopolitica di tendenza liberal, propone nel suo ultimo numero un “Terrorism Index” basato sulle opinioni di «100 dei più rispettati esperti di politica estera americani». Secondo questi esperti l’aumento delle truppe americane in Iraq sotto il comando del generale David Petraeus avrebbe avuto risultati negativi (83 per cento), è necessario dialogare con Hamas e non isolarla (70 per cento) e Washington si deve impegnare in un dialogo bilaterale con Teheran sul suo programma nucleare (80 per cento).

Lustiger, Wojtyla, Ratzinger: tutti ebrei secondo gli islamisti turchi
ankara Non solo il cardinale Jean-Marie Lustiger e il nuovo presidente francese Nicolas Sarkozy, ma anche Giovanni Paolo II e il suo successore Benedetto XVI avrebbero in comune l’ascendenza ebraica dei loro progenitori. Lo scrive il diffuso giornale turco islamista Vakit per la penna del giornalista Mustafa Kaplan nella sua edizione del 10 settembre, in un articolo di commento ai funerali dell’ex arcivescovo di Parigi svoltisi in agosto. Per Kaplan Karol Wojtyla e Lustiger erano due ebrei polacchi legati da profonda amicizia, e Joseph Ratzinger sarebbe a sua volta un ebreo tedesco. Queste coincidenze dimostrano quella che il titolo dell’articolo definisce «la forza del sionismo».

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