Nostre corrispondenze
Si consuma nel silenzio la tragedia dei civili nel Kivu settentrionale
kinshasa Cinquanta villaggi razziati, migliaia di stupri, centinaia di omicidi e di rapimenti: Human Rights Watch denuncia in un rapporto del 23 ottobre scorso la tragedia delle popolazioni civili del Kivu del nord, regione senza legge della Repubblica Democratica del Congo al confine con Ruanda, Burundi e Uganda. Sul posto si affrontano tre entità in armi per nulla rispettose delle leggi di guerra: l’esercito nazionale congolese, le truppe ribelli agli ordini del generale Laurent Nkunda e i guerriglieri hutu ruandesi delle Fdlr (Forze per la liberazione del Ruanda). Dalla fine del 2006 il conflitto ha causato l’esodo di 370 mila persone che si sono sparse nei vari paesi della regione. Dei 17 mila caschi blu inviati a mantenere la pace nel paese soltanto 4.500 si trovano nel Kivu settentrionale, che ha un territorio grande come la Svizzera.
Giornalisti somali nel mirino di governativi e ribelli islamisti
mogadiscio Con l’assassinio il 19 ottobre a Mogadiscio di Bashir Nur Gedi, manager di Shabelle Media Radio, salgono a 8 i giornalisti somali uccisi nel paese dall’inizio dell’anno. Fino a oggi in nessun caso sono stati individuati o arrestati i colpevoli. Secondo le organizzazioni per i diritti umani gli autori dei delitti vanno ricercati nelle forze di sicurezza del governo federale di transi-zione e nelle milizie islamiste o vicine agli islamisti che combattono il governo e i suoi alleati etiopici. Alcuni dei giornalisti assassinati appartenevano a radio che il governo aveva cercato di chiudere, come Shabelle Media Radio e HornAfrik. Nel corso di quest’anno sono stati arrestati 40 giornalisti, quasi tutti per brevi periodi di detenzione, mentre una dozzina sono rimasti feriti mentre facevano il loro lavoro nel corso dei combattimenti che più volte hanno investito la capitale Mogadiscio. L’ufficio locale di al Jazeera è stato chiuso.
Nei paesi ricchi calano (di poco) gli aiuti statali agli agricoltori
parigi Le sovvenzioni statali all’agricoltura sono lievemente scese nel corso del 2006 grazie soprattutto al rialzo dei prezzi alimentari sul mercato mondiale. Lo comunica l’Ocse (l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico che riunisce 30 paesi industrializzati) nel suo ultimo rapporto, Agricultural Policies in Oecd Countries: Monitoring and Evaluation. Secondo questa analisi le sovvenzioni all’agricoltura nei paesi Ocse nel 2006 sono state pari a 268 miliardi di dollari, equivalenti al 27 per cento di tutti i redditi agricoli, contro il 29 del 2005. Nell’Unione Europea la flessione è stata dal 33 al 32 per cento, negli Stati Uniti dal 16 all’11 per cento. I prezzi dei generi alimentari nei paesi dell’Ocse restano superiori del 21 per cento ai prezzi medi del mercato mondiale.
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