Nuovi professionisti crescono
Nonostante il grande cambiamento del turismo, non si è presa ancora coscienza della complessità del settore. Il riferimento alle risorse umane operanti è ancora spesso legato a un’immagine stereotipata che lo fa associare solo ad alcuni elementi distintivi che caratterizzano la filiera dei suoi servizi, primi fra tutti alberghi, ristoranti e tour operator, con il rischio di dimenticare l’emergere di nuovi lavori che affiancano quelli esistenti come enti locali, aziende di pubblici servizi, enti di gestione di beni culturali da cui nascono nuove professioni legate a recenti modalità di gestione del business. Ad esempio: addetti all’erogazione di servizi culturali e ambientali, organizzatori di eventi, procacciatori di risorse finanziarie, addetti al marketing e alla comunicazione, gestori di nuove forme ricettive. Queste competenze sono prevalentemente di carattere manageriale e richiedono una formazione di livello superiore, spesso universitaria. Da alcuni anni si va esaltando il ruolo delle autonomie locali che infatti non solo forniscono le infrastrutture, ma svolgono funzioni dirette nell’economia turistica del territorio: le aziende che gestiscono reti stradali, servizi aeroportuali e navali, in base al loro sviluppo e funzionamento, condizionano il traffico e l’accessibilità; altre strutture pubbliche gestiscono musei, rassegne,teatri, fiere e mostre influenzando gli editori nella pubblicazione di materiale a supporto delle iniziative stesse. Insomma, ci si trova di fronte a un settore che si rinnova ed evolve e che nella ricerca di una propria identità professionale mantiene chiaro lo scopo, quello del servizio e dell’accoglienza.
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