Nuovo campionato, solite palle
Dove eravamo rimasti? Alla notte di Berlino, a Calciopoli, alle sentenze, e siamo di nuovo qua, al football che non va mai in vacanza.
La Juventus è in serie B, il Milan gioca i preliminari di Champions League, l’Inter ha lo scudetto cucito sulla maglia. Tutti, in questa vicenda, hanno dato il peggio di sé, ma in questo momento quasi un’aureola s’avventa sulla testona di Luciano Moggi. Non che l’esilio non gli faccia bene, si era montato la testa e adesso ne paga il fio. Però gli altri, quelli rimasti, sono peggio di lui. Quando vedo chi governa il pallone ora mi viene la pelle d’oca. E vogliamo parlare dei calciatori? Tanto li avevamo esaltati durante il Mondiale ed ecco che, gli stessi, sono qui a fare la solita, immancabile sceneggiata di sempre. Vogliono più soldi, vogliono la squadra più importante, vogliono giocare la Champions League, vogliono andare a Londra perché i figli crescano bilingue. E i loro procuratori, dietro, starnazzano, blandiscono, minacciano. La Gea non c’è più, ma chi pensava che fuori dal regime di monopolio le cose sarebbero cambiate è servito. La morale di tutto ciò? Molto semplice, compagni e amici, è solo cambiato il padrone, ma il resto è esattamente come prima. E sono proprio curioso di vedere che cosa succederà al primo errore arbitrale. A proposito, la moviola c’è ancora?
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